Bozzetto: «Anche in Italia ci vorrebbero i Simpson»
In occasione del festival del cortometraggio "A-tube", abbiamo incontrato il grende scenografo e regista. Ospite d'eccezione all'evento ci ha raccontato la sua vita nel mondo del cinema
Il festival del cartone animato "A-tube" si è aperto ufficialmente oggi, domenica 17, alle 16 con la proiezione di “West and Soda”, il film del grande regista e sceneggiatore, Bruno Bozzetto, che ha presenziato all’inaugurazione dell’evento come ospite d’eccezione. Nato nel 1938 a Milano nella sua carriera è stato animatore, autore di fumetti, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Autore di alcuni lungometraggi animati e numerosi cortometraggi, molti dei quali vedono come protagonista il suo Signor Rossi, simbolo del cittadino italiano medio alle prese con il malcostume della società italiana, ci racconta la sua passione per il film d’animazione. «Per me il film d’animazione è film e non mi piace la distinzione che si fa. Ho sempre avuto la passione per questo mestiere, per il cinema e ho sempre disegnato. Non ho mai fatto scuole d’arte ma credo che questa sia stata una fortuna perché utilizzo il disegno in maniere funzionale, così da poterlo animare. Il segno animato mi è molto congeniale».
Un mondo, quello del cartone animato, che ha colpito nell’animo il regista diventando una vera e propria passione, nonostante il film d’animazione rimanga rilegato all’idea di essere rivolto solo ai più piccoli o venga considerato una produzione di “serie b”. «I festival servono anche a questo, a far capire che i cartoni animati non sono solo per bambini. Ho lottato tutta la vita perché venisse accettato quello che faccio, propongo corti d’animazione o film che non sempre trovano spazio nella programmazione televisiva, lì si ragiona per prodotti, dedicati a fasce d’età e molte volte il film d’animazione per adulti non viene capito».
Storia, personaggi, musiche, disegni sono solo una parte di ciò che richiede la produzione di un cartone animato, è un mondo magico tutto da costruire dove l’immaginazione si confonde con le tecniche da mettere in atto. Nella sua brevità il film in cortometraggio è un grande lavoro perché, come spiega Bozzetto «è difficile essere brevi e richiede molto tempo. Ho fatto due corti di un minuto ciascuno e questo ha comunque richiesto molto lavoro».
L’anima del film rimane sempre e comunque l’idea. Nonostante le nuove tecnologie aiutino nella realizzazione del film «se non hai un’idea di base su cui sviluppare la storia non servono a molto» -racconta il regista – Il disegno è un’idea con una linea intorno. Io sono comunque favorevole alle nuove tecnologie, per certi aspetti sono fantastiche anche se troppo veloci nella loro attuazione. Una volta c’era più tempo per pensare a ciò che facevi».
Ma come si costruisce un film d’animazione fatto da adulti per adulti? Quali caratteristiche devono avere i personaggi per poter attirare l’attenzione del pubblico “grande”? «I personaggi devono richiamare la vita reale. Per i bambini si creano storie di fantasia mentre per gli adulti le storie vengono costruite guardando alla società. Si possono raccontare storie drammatiche e aggiungere dell’umorismo. Quando fai un film ti devi divertire. Ricordo che quando stavamo lavorando a “West and Soda” era un innescarsi di idee e noi ci divertivamo, questo fa divertire anche il pubblico».
A proposito di umorismo ci svela una “chicca” sui Simpon. «C’è la satira nei confronti della società e io li invidio e mi piacciono. Quando ho incontrato gli scenografi del cartone animato mi hanno spiegato che potevano prendere in giro chi volevano, finchè fossero rimasti all’interno del cartone animato e dell’umorismo. Qui non è permesso». Pregi e difetti di un mondo magico e reale, dove la creatività si confonde con il business e dove non tutto è sempre facile ma, come ci confessa ridendo Bruno Bozzetto «Amo moltissimo».
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