I depuratori si mettono in regola con l’Europa
Il Pirellone ha finanziato lavori per due milioni e mezzo di euro all'impianto di Gornate Olona e quattro milioni e seicentomila euro di fondi pubblici nazionali per garantire il funzionamento dell’impianto di Sant'Antonino
I depuratori della provincia di Varese si mettono in regola con l’Unione Europea. La Regione Lombardia ha infatti finanziato due interventi: il primo per un totale di due milioni e mezzo di euro servirà a completare ed adeguare i collettori dell’impianto di depurazione di Gornate Olona, i cui lavori di realizzazione si concluderanno nel prossimo giugno. Il secondo intervento per un ammontare di circa quattro milioni e seicentomila euro di fondi pubblici nazionali per garantire il funzionamento dell’impianto di depurazione di Sant’Antonino Ticino a Lonate Pozzolo. Il primo intervento è necessario per completare il sistema di collettamento che interessa i comuni di Gornate Olona, Castiglione Olona, Vedano Olona, Venegono Superiore, Venegono Inferiore, Lozza, Malnate, Varese, Gazzada Schianno, Solbiate Comasco, Binago. Alcuni tratti di collettori erano già stati realizzati tra Gornate Olona e Lozza, da Lozza a Vedano e da Malnate a Vedano. Questo finanziamento onsentirà la realizzazione di un tratto del collettore Lozza – Solbiate Comasco nei Comuni di Vedano Olona, Malnate e Solbiate Comasco e un tratto del collettore Lozza -Varese, e verranno ripristinati altri collettori già esistenti. Si trattava di interventi urgenti perché l’impianto di depurazione è oggetto di una pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione europea che obbliga i comuni del Bacino dell’Olona alla depurazione delle acque.
Il progetto sarà realizzato dalla Società per la Tutela Ambientale del Bacino del Fiume Olona in Provincia di Varese s.p.a., ed è stato completamente finanziato con fondi pubblici regionali e del Ministero dell’Ambiente. (foto, sopra: deposizione della prima pietra del depuratore di Gornate)
L’intervento dell’impianto di depurazione di Sant’ Antonino Ticino a Lonate Pozzolo è invece solo il primo di una serie necessaria a garantire il corretto e costante funzionamento dell’impianto. Il costo complessivo della serie ammonta complessivamente a quindici milioni di euro. L’impianto, infatti, è inadeguato e in in caso di intense piogge, il depuratore non è in grado di trattare le acque secondo quanto previsto dalle norme. Cosicché le acque inquinate vengono immesse nel torrente Arno che scorre a fianco del depuratore con un gravissimo impatto sul canale Marinone e sul fiume Ticino.
La situazione è talmente grave che il tribunale di Busto Arsizio ha ritenuto di avviare un’azione giudiziaria volta ad accertare le responsabilità e a garantire interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e potenziamento dell’impianto idonei a risolvere il problema. Il Consorzio dell’Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Varese (ATO) ha proposto la realizzazione dell’intero progetto, che verrà poi effettivamente realizzato dalla società Tutela Ambientale dei Torrenti Arno Rile e Tenore s.p.a. L’Ato di Varese ha già richiesto a Regione Lombardia l’anticipazione di dieci milioni e cinquecento mila euro, necessari a portare a termine l’intero intervento, soldi che le verranno restituiti successivamente.
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