La Boza di Cassano? Ottima per la pesca sportiva. Altro che area protetta…

La LAV protesta in consiglio comunale: a oltre un mese dalla puntuale segnalazione da parte degli animalisti della pesca abusiva nell'oasi naturalistica, non sono stati neanche apposti i cartelli di divieto

Protesta animalista in consiglio comunale mercoledì sera a Cassano Magnago: l’Oasi Boza è diventata ritrovo degli aficionados della pesca sportiva, in violazione dei divieti esistenti, e gli animalisti lo rendono noto, stufi della mcanza di risposte su un tema evidentemente non visto come una priorità.

Nel mese di aprile la LAV-Lega Anti Vivisezione apprendeva dalla stampa locale della presenza di pescatori nell’Area Naturalistica dell’Oasi Boza di Cassano Magnago. Ciò nonostante sia in vigore l’assoluto divieto di pesca in tutta l’area. Il 22 aprile esponenti della Lav si sono recati sul posto constatando come "quella che dovrebbe essere un’area protetta sia invece ridotta ad un laghetto di pesca sportiva". I pescatori motivavano la loro presenza con la totale assenza di cartelli di divieto di pesca e solo quando, regolamento alla mano, si è reso chiaro che si sarebbe chiamata la Polizia Locale, si sono decisi ad interrompere l’attività di pesca. Il giorno seguente, 23 aprile, la Lav ha scritto un esposto urgente al Sindaco, chiedendogli l’installazione di cartelli di divieto di pesca e una vigilanza costante dell’Area da parte della Polizia Locale per farlo rispettare.

Nella fiduciosa attesa che il sindaco Aldo Morniroli desse tali disposizioni, in accordo con la stessa Polizia Locale gli animalisti hanno affisso dei cartelli provvisori di divieto di pesca, andati regolarmente distrutti. I residenti nella zona peraltro si mostravano grati verso l’azione della LAV, esprimendo la speranza che finalmente, "dopo anni di totale far-west" come scrivono gli animalisti, si tornasse a rispettare le regole dell’Oasi Boza.

A cartelli provvisori strappati o bruciati i cittadini, visto che dal Comune nulla si muoveva, hanno dovuto di volta in volta far presente ai pescatori colti sul fatto che nell’Oasi Boza l’attività di pesca è vietata.

Solo nel mese di maggio la presenza di pescatori è stata segnalata ben 10 volte, alla Polizia Locale di giorno e ai Carabinieri nelle ore serali. Interventi, scrive la LAV, che si potrebbero evitare o perlomeno limitare con la semplice installazione di cartelli di divieto di pesca ed una vigilanza programmata da parte della Polizia Locale.

Martedì 19 maggio gli animalisti si sono visti con il Sindaco per sollecitare questi interventi, ricevendo assicurazione che sarebbero stati contattati il lunedì seguente, previe consultazioni con il Comandante della Polizia Locale. Ma non è stato così: e al tentativo di richiamarlo, "non ci è stato passato": non aveva ancora conferito col comandate dei vigili.

"Dopo oltre un mese di prese in giro" la LAv esce dunque sulla stampa, oltre che in consiglio comunale, per "denunciare pubblicamente la vergognosa indolenza da parte di Aldo Morniroli e della sua Amministrazione Comunale". Mancano i cartelli di diveto e non c’è un pattugliamento regolare della zona, quindi continua la festa per la pesca abusiva.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Maggio 2009
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