Luca Macchi vince una battaglia per l’eredità
Il tribunale dà ragione al ragazzo e annulla le delibere che ne avevano ridotto la proprietà dell'azienda di famiglia. La contesa giudiziaria in famiglia è iniziata dopo il delitto del padre imprenditore
Il tribunale ha dato ragione a Luca Macchi, la sua quota originaria in azienda rimane quella originaria. Il figlio di Alessandro Macchi, l’imprenditore ucciso a Rapallo, indagato per il delitto insieme alla madre, Johanna Malgorazata, aveva fatto causa ai nonni e agli zii, che con due deliberee ne avevno limitato la quaota di capitale sociale.
Il tribunale rileva che i comportamenti tenuti dagli altri soci hanno leso gli interessi del ragazzo.
Le delibere sospese – prese all’insaputa di Luca Macchi – avevano infatti modificato lo statuto sociale, inclusi alcuni quorum deliberativi, ed avevano proceduto ad un aumento di capitale da Euro 40.000 ad Euro 200.000. Tale aumento era stato sottoscritto da tutti i soci tranne Luca, che era all’oscuro di tutto, e i suoi parenti avevano sottoscritto anche per la parte che gli sarebbe spettata in opzione. Conseguentemente la quota di Luca era passata dal 20% al 4% e – rileva il giudice – “perdeva valore per Euro 6.531.396,30”.
Il tribunale rileva che i comportamenti tenuti dagli altri soci hanno leso gli interessi del ragazzo.
Le delibere sospese – prese all’insaputa di Luca Macchi – avevano infatti modificato lo statuto sociale, inclusi alcuni quorum deliberativi, ed avevano proceduto ad un aumento di capitale da Euro 40.000 ad Euro 200.000. Tale aumento era stato sottoscritto da tutti i soci tranne Luca, che era all’oscuro di tutto, e i suoi parenti avevano sottoscritto anche per la parte che gli sarebbe spettata in opzione. Conseguentemente la quota di Luca era passata dal 20% al 4% e – rileva il giudice – “perdeva valore per Euro 6.531.396,30”.
Il giovane è difeso dagli avvocati Giorgio Zamperetti e Carlo Saronni.
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