Ron sceglie Somma come città per cantare

Concerto in piazza Vittorio Veneto che segna un momento importante, sabato 20 giugno alle 21, nella settimana “clou” delle manifestazioni legate ai cinquant’anni dell’elevazione di Somma a Città

Ron sceglie Somma Lombardo come “Città per cantare”. E lo fa con un concerto che segna un momento importante, sabato 20 giugno alle 21, nella settimana “clou” delle manifestazioni legate ai cinquant’anni dell’elevazione di Somma a Città.
In piazza Vittorio Veneto si potrà ripercorrere la carriera artistica del cantante pavese, la cui mamma è invece di Magnago. Come dire che, se non proprio Varesotto, un po’ di sangue vicino al territorio sommese, nelle sue vene, scorre.
«Nella zona di Magnago ho trascorso tanto della mia infanzia e della mia adolescenza e ancora oggi faccio spesso visita ai miei parenti – racconta Ron -. Sono zone che conosco piuttosto bene».
E intanto a Somma Lombardo il conto alla rovescia per sabato 20 giugno è già iniziato. Da “Il gigante e la bambina” agli ultimi successi, Ron assicura una passeggiata musicale che ripercorrerà le tappe che lo hanno reso celebre e l’hanno fatto amare dal grande pubblico. Con, questa volta, qualcosa in più.
«Sapere che il mio concerto è all’interno di una celebrazione così importante per una comunità – confida infatti – mi fa un piacere immenso, è bello sapere di essere inseriti in un’emozione».
Parlare con Ron è come parlare con un amico: disponibile e simpatico, ti sembra di conoscerlo da sempre. Forse perché un po’ tutti hanno condiviso con lui la sua musica, le sue canzoni, i sentimenti che da sempre riesce a trasmettere muovendosi tra parole e note.
E forse anche perché è capace di comunicare una profonda umanità, quando parla non solo di sé, ma anche e soprattutto di un impegno sociale che lo caratterizza: quello di sostegno alla ricerca per la lotta alla sclerosi laterale amiotrofica, a sostegno dell’Aisla. Un impegno che lo accompagna dal 2005, quando con l’album “Ma quando dici amore” ha duettato per questo scopo con molti altri grandi artisti, e di cui nel 2006 ha parlato anche dal palcoscenico di Sanremo, dove si è esibito con la splendida “L’uomo delle stelle”, i cui proventi sono stati devoluti proprio all’Aisla.
Dalla sua amicizia con il presidente dell’Aisla è nata in Ron la conoscenza di una malattia così terribile. E l’impegno è diventato quasi necessità. «Mi sono chiesto che cosa potevo fare e che cosa si poteva fare insieme per chi ha contratto una malattia così terrificante – risponde Ron quando gli si chiede il perché di questo impegno sociale -. Il nostro è un lavoro meraviglioso e lo diventa ancora di più se può essere messo a disposizione per la ricerca. La musica per la musica in Italia vive un momento difficile: credo e spero che arrivi presto una metodologia diversa per far arrivare le nostre canzoni alla gente. Sono convinto che i concerti e l’impegno sociale diano molto in questo senso».
Da quasi quarant’anni Ron ammalia e conquista con la sua musica e i suoi testi, con quello che scrive per sé e quello che compone per alcuni altri grandi della musica, come Lucio Dalla. Era il 1970 quando a Sanremo duetta con Nada in “Pà diglielo a Mà”. Ventisei anni dopo “Vorrei incontrarti tra cent’anni”, in coppia con Tosca, lo porta al trionfo. Del 1971 è “Il gigante e la bambina”, nel ’79 partecipa al tour di Dalla e De Gregori “Banana Republic”, del 1980 è “Una città per cantare”, del 1981 “Al centro della musica”, del 1982 “Anima”. E ancora: “Joe Temerario”, “Il mondo avrà una grande anima”, “Attenti al lupo”, fino all’album “Le foglie e il vento” con la meravigliosa “Non abbiam bisogno di parole”, il tour del 2000 con De Gregori, Pino Daniele e Fiorella Mannoia. Fino all’album dello scorso anno , “Quando sarò capace d’amare”.
Eppure, a sentirlo parlare, sembra che ancora oggi l’emozione nel salire su di un palco sia come quella del primo giorno. Soprattutto quando si esibisce, come a Somma Lombardo, in una piazza.
«Amo le piazze – dice Ron – perché lì si incontra anche un pubblico che viene anche solo per curiosità. E in me scatta un meccanismo di conquista, di voglia di stupire. Tra l’altro sarò accompagnata da un band tutta nuova e composta da giovanissimi. Per la prima volta avrò un violino, suonato dal giovane e già grandissimo Andrea Di Cesare, che usa vari tipi di questo strumento. Alle tastiere Angelina Yershova, originaria del Kazakistan, che usa anche la sua voce quasi fosse un altro strumento musicale. Inoltre avrò Francesco Caprara alla batteria, Fabrizio Ferraguzzo alla chitarra e Diego Buonanno al basso. Ho voluto una band composta da giovani per avere input innovativi sulle mie canzoni che saranno tutte interpretate in una chiave di lettura nuova».
Un concerto da non perdere, insomma, quello a Somma Lombardo che, su organizzazione dell’amministrazione comunale, sarà a ingresso libero. Forse, parafrasando una canzone di Ron, non si avrà bisogno di parole. Ma se ne ha di buona musica. E quella che attende Somma sabato 20 giugno lo è senza ombra di dubbio.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 16 Giugno 2009
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