L’opposizione incalza la maggioranza sui rifiuti: «Da Lega e Pdl troppi silenzi»
Mentre il voto sull'allungamento della convenzione slitta, insieme alla delibera "Vedelago", i consiglieri che propongono l'alternativa all'inceneritore chiedono alla maggioranza di esprimersi. Rinviato a settembre il regolamento sulle antenne di telefonia mobile
Sull’inceneritore e la sua ristrutturazione la maggioranza è chiamata a rispondere dai sostenitori del modello Vedelago: i consiglieri Corrado, Fontana, Rosa e Porfidio in commissione ambiente ieri sera, martedì 30 giugno, non hanno risparmiato stoccate alla maggioranza sulla questione Accam mentre il consigliere del Pdl Checco Lattuada, l’unico ad aver replicato alle richieste dei consiglieri d’opposizione, ha risposto con un blando:«Non abbiamo ancora preso posizione ufficialmente». Di questo se ne sono accorti tutti e appare sempre più difficile la situazione interna a Lega e Pdl con alcuni consiglieri orientati a votare si al centro di riciclo. Antonio Corrado ha chiesto spiegazioni sul perchè la sua delibera di indirizzo è stata tolta, senza nessuna richiesta preventiva, dall’ordine del giorno del consiglio comunale del 2 luglio, mentre Rosa ha criticato il fatto che Accam abbia già bandito il revamping dell’inceneritore prima che il consiglio comunale si esprimesse sull’allungamento del contratto di locazione dal 2019 al 2025. su quest’ultimo punto secca la risposta di Tosi che ha sottolineato come Accam sia una spa con un’autonomia decisionale che permette di bandire comunque il riammodernamento dell’inceneritore. Alla fine, però tutti d’accordo per convocare una nuova commissione ambiente per discutere ulteriormente dei due modelli (inceneritore e centro riciclo) alla presenza, questa volta, sia di Paolo Cicero (presidente di Accam) che di Carla Poli (direttrice del centro di Vedelago).
La commissione si è anche occupata del piano delle antenne di telefonia mobile redatto dal consigliere del Pdl Alberto Riva il quale con un’iniziativa unilaterale ha presentato il suo regolamento per il posizionamento di nuove antenne di telefonia mobile in città, un settore non ancora normato a livello comunale e per il quale si chiede un intervento dell’amministrazione da almeno tre anni, dopo alcune battaglie portate avanti da comitati di cittadini e consiglieri comunali. Il piano proposto da Riva, che prevede i camuffamenti delle antenne e una percentuale al comune sulle locazioni pagate ai privati dai gestori telefonici, sono piovute critiche ma anche apprezzamenti per il tentativo portato avanti in solitaria dal consigliere. Alla fine si è deciso di comune accordo di rimandare il voto in consiglio a settembre e nel frattempo di creare una mini-commissione che approfondisca e modifichi alcuni punti del piano di Riva, il quale si è detto aperto ad ogni suggerimento per portare in consiglio una proposta condivisa.
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