Un tappeto di fior di loto è il ponte dell’Isolino Virginia
Una macchia rosa e verde appoggiata sullo specchio azzurro del Lago di Varese. Fiori e foglie giganti. Uno spettacolo che dura da quasi due mesi
Sul lago di Varese ci si potrebbe camminare. È un miracolo della natura perché un tappeto di fiori di loto copre interamente il canale di collegamento, dietro l’Isolino Virginia, senza lasciare uno spiraglio libero per l’acqua. È uno spettacolo naturale meraviglioso che puo’ risarcire i delusi che non riescono a vedere le palafitte. Una macchia rosa e verde, di una grazia vellutata introvabile, appoggiata su uno specchio azzurro. Fiori e foglie giganti che fanno da rifugio per rane e pesci e dove cormorani e gallinelle d’acqua trovano un poco di ristoro dalla calura estiva. Uno spettacolo che dura da quasi due mesi perché c’è una doppia fioritura, la prima è iniziata a luglio. La seconda è ancora in corso. «È un colpo d’occhio notevole – dice Antonio Longo, proprietario del ristorante sull’isolino – ma purtroppo blocca la navigazione nella parte posteriore del lago. Adesso sta arrivando il battello spazzino della Provincia per aprire un varco».
Per i turisti che approdano sull’isolino – trasportati dal signor Longo che include nel prezzo del coperto del suo ristorante (ottimo il dorato di persico) anche il viaggio in barca fino a Biandronno, andata e ritorno – è una vera attrazione. Gli steli del fiore (originario dell’Asia) spuntano, infatti, dal fondale per oltre un metro di altezza, donando al paesaggio un aspetto quasi irreale. L’isolino è comunque interessante da visitare per la presenza delle palafitte e del museo preistorico dedicato al neoitico
Il fiore di loto (Nelumbo nucifera) è arrivato nelle acque del lago di Varese qualche anno fa, per inseminazione spontanea, dalla vicina Palude Brabbia, nella quale veniva coltivato a scopo ornamentale. Simbolo di purezza e armonia cosmica, da un bocciolo di loto nacque la divinità egizia Ra, il fiore ha una ventina di petali bianco rosati e, aperto, raggiunge i 15 centimetri di diametro, mentre la foglia, idrorepellente, arriva al mezzo metro. Il loto, seppur bello e spettacolare, è comunque specie infestante e non autoctona e rischia, se non circoscritta adeguatamente, di colonizzare il lago, togliendo spazio alla ninfea e al nannufero, fiori caratteristici dei nostri corsi d’acqua.
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