Appalti, le inchieste terremotano i Mastella

Al centro c'è l’Agenzia regionale per l’ambiente, tutt’attorno ci sono finite 63 persone legate a vario titolo al partito dell’Udeur. Una storia di raccomandazioni e padrini politici che ruotavano attorno all’agenzia regionale






Al centro dell’inchiesta c’è l’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente, tutt’attorno ci sono finite 63 persone legate a vario titolo al partito dell’Udeur. Una storia di raccomandazioni e padrini politici che ruotavano attorno all’agenzia regionale. Per riassumere la faccenda bastano le parole del giudice inserite nella sua ordinanza «al maggio 2008 i raccomandati/ imposti rappresentavano il 90 per cento della forza lavoro ‘precaria’ dell’Ente. Insomma soltanto uno su dieci non risultava segnalato». Il provvedimento più eclatante assunto dal gip è il divieto di dimora in Campania e in sei province limitrofe (Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza) per la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, leader dell’Udeur, ex ministro ed attuale eurodeputato eletto nel Pdl.
Gli attuali sviluppi dell’inchiesta su appalti e assunzioni, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, scaturiscono dall’unificazione di due indagini riguardanti presunti episodi di corruzione e concussione di esponenti dell’Udeur della Campania, tra i quali lo stesso Mastella, all’epoca ministro della Giustizia. Le accuse contestate vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all’abuso di ufficio, alla turbativa d’asta e alla concussione. Gli investigatori avrebbero scoperchiato un sistema che gestiva appalti e concorsi pubblici.
La prova più forte raccolta dagli inquirenti è un file contenente 665 nomi di persone che sarebbero state assunte su segnalazione di uomini politici. Alcune segnalazioni venivano inviate via fax dal politico "di riferimento".






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Pubblicato il 22 Ottobre 2009
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