Cade dal balcone e muore l’imprenditore Pietro Colombo
Era lo skipper del giallo della barca a vela: ha perso l'equilibrio ed è caduto nel vuoto, rovinando a terra, davanti ai garage, dopo un volo di 12 metri
Pietro Colombo, l’imprenditore di Gallarate processato e assolto in primo grado per il giallo della morte in barca a vela della compagna, è morto lunedì pomeriggio alle 16 e 30, cadendo dall’ultimo piano del palazzo di via Varese dove abitava. L’uomo è caduto da una scala, che aveva posizionato in balcone per salire sul tetto, dove aveva intenzione di fare piccoli lavori di pulizia e manutenzione.
La scala, però, ha oscillato, forse per colpa di un avvallamento del terrazzino, o di una grondaia fissata male. Colombo ha perso l’equilibrio ed è precipitato nel vuoto, rovinando a terra, davanti ai garage, dopo un volo di 12 metri. E’ morto in pochi istanti, a seguito del grave trauma. La moglie, con la quale divide l’appartamento, non era in casa; un testimone, sentito dalla polizia e dal pm di turno, Valentina Margio, ha raccontato di averlo visto salire sulla scala da solo e ha confermato sostanzialmente la versione dell’incidente fortuito. Altri vicini di casa, confermano che Pietro Colombo aveva l’abitudine di salire di tanto in tanto sul tetto piatto del palazzo per effettuare manutenzioni.
La tragedia chiude anche la vicenda processuale. Colombo era stato accusato dalla procura di Busto Arsizio di aver ucciso la compagna Giuseppina Nicolini durante una crociera nel Mar Ionio greco, nel maggio del 2004. La donna cadde dalla barca e annegò in mare, di notte, nelle acque territoriali elleniche. I due avevano stipulato una polizza risarcitoria incrociata, sulla vita, e questa circostanza risultò decisiva nella costruzione delle accuse nei suoi confronti, cui la corte non ha dato tuttavia credito.
Fu persino arrestato – su mandato dell’autorità greca – ma l’estradizione fu negata in attesa che si chiarisse la sua posizione sul suolo nazionale, e nel processo italiano di primo grado, in corte d’assise a Busto Arsizio, Colombo venne assolto. Il pm, Giovanni Polizzi, da alcuni mesi a Milano, aveva impugnato la sentenza a luglio: il processo di secondo grado non era ancora stato fissato.
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