Servizi sociali e minori: «Tagli? Quali tagli?»
Le risorse dei servizi sociali sono aumentate quest'anno, «falsa comunicazione» quella su presunti tagli (previsti, ma non effettuati). E nessun minore è rimasto senza assistenza. Tutto vero, ma...
Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Anche la commissione congiunta servizi sociali e famiglia di mercoledì 7 ottobre si è impantanata in questo tipo di schermaglie. Così, anche un punto in apparenza “innocuo” come il bando maternità può dare vita ad un lungo dibattito. Ma sono stati soprattutto i minori a dar fuoco alle polveri. Intorno a loro si muove tutto un mondo: è quello delle cooperative e dei centri diurni o residenziali, che seguono quelli da famiglie problematiche o fragili. E fra il pubblico nell’aula consiglio c’era chi si è trovato colpito dai più o meno presunti tagli al settore.
Tagli che, come dimostrerà conti alla mano l’assessore ai servizi sociali Mario Crespi, non ci sono affatto. Erano stati annunciati come necessari ma non ci sono stati, punto. Difficile quindi spiegare alla cooperativa Il Villaggio in Città, che gestisce il centro diurno Il Canestro, perchè dai 35 ragazzi segnalati dai servizi sociali che seguiva, si sia ritrovata con 9.
Nessuno fra i consiglieri che si sono occupati di servizi sociali aveva osato fare la domanda diretta sul perchè, con "nomi e cognomi". Ci si è girato intorno, parlando di tagli: il risultato è stata una secca vittoria ai punti per l’assessore Crespi, cui nulla si può contestare, dal punto di vista della contabilità. Le risorse dei servizi sociali sono infatti aumentate, e nessun minore è rimasto senza assistenza.
Tre fra interrogazioni e mozioni erano state presentate da altrettanti consiglieri componenti della commissione: Cislaghi (gruppo misto), Corrado (Rifondazione), Pecchini (PD). Tutte più o meno analoghe, vecchie di alcuni mesi e rimaste a lungo senza risposta, «superate dagli eventi» dirà Corrado. Tutte chiedevano chiarimenti sulle scelte di quest’anno.
Crespi ha replicato sul piano numerico. «La spesa sociale è aumentata. Si parlava di un -6% sull’area minori? Era una previsione del piano di zona, che poi all’attuazione pratica non si è verificata»: sono state trovate risorse tali da ripianare e rovesciare i termini della questione.
Un conto sono i preventivi, un conto i consuntivi. L’assestato 2008 del settore servizi sociali raggiungeva un totale di 6.589.000 euro. Partendo da entrate specifiche scese nel 2009 del 7%, a meno di tre milioni di euro, l’amministrazione ha approvato un assestato 2009 da 6.943.000 (+6%), contandovi anche i 100.000 euro del fondo straordinario anticrisi famiglia e lavoro. E per la voce specifica dei minori, a conti fatti, a posteriori, c’è un +8%.
«Queste sono le cifre», ha detto Crespi, «mi spiace che per mesi si sia parlato di tagli che non ci sono stati. Mi spiace che anche una persona apprezzabile come don Alberto Lolli (invitato, in commissione non è potuto venire ndr) sia stato male informato da chi si diverte a fare falsa comunicazione». Don Alberto le sue gatte da pelare le aveva già in giugno, con i minori da famiglie problematiche tolti dai centri diurni e "scaricati" sui centri estivi degli oratori, ovviamente impreparati a riceverli. Chiese aiuto tramite i quotidiani ed ebbe in soccorso dal Comune un paio di educatori: la sussidiarietà era salva.
Nessun taglio, ripete Crespi, solo razionalizzazioni di costi. Si è ottenuto ad esempio una riduzione
delle richieste economiche da parte di tutte le realtà contattate, che negli ultimi mesi si sono ampliate a dieci soggetti differenti, incluse società sportive coinvolte in iniziative lodevoli. «Quasi tutte hanno il miglior approccio qualitativo e costi leggermente inferiori» così Crespi riguardo centri diurni e residenziali vecchi e nuovi. Scelte che l’assessore nei fatti non ha spiegato, anche perchè l’opposizione non è riuscita a centrare esattamente la questione. Ciò che non spiega è come si sia fatta la valutazione qualitativa di soggetti.
"Non facciamo passare false comunicazioni, si stanno scatenando polemiche che non hanno giustificazioni" è l’ammonimento dell’assessore. "Con gli operatori che vedo qui di fronte (Il Canestro ndr) il rapporto è sempre stato corretto, onesto, chiaro. Perchè dire che c’è meno servizio diurno per i minori?" In effetti non è esatto dirlo. I minori sono stati soltanto trasferiti altrove, interrompendo, come contestavano Corrado e Pecchini, la continuità educativa. E affettiva, diciamolo: non è solo questione di soldi. Ma è su quell’aspetto che insistevano le opposizioni. Pecchini, insegnante, ne aveva anche per l’improvvisa interruzione dei programmi della legge 285/97 nelle scuole. Si tratta di interventi rivolti proprio alle situazioni di fragilità sociale. Inutile dire che le risposte dell’assessore hanno forse spiazzato i consiglieri, ma senza convincerli, visto il tono delle loro repliche.
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