“Aggiungi un posto a tavola”, anzi dieci
L'iniziativa lanciata dal PD ha avuto risposta da quattro famiglie che hanno ospitato una decina di stranieri in occasione della festa patronale di San Giulio. Il partito polemizza con la Lega
L’iniziativa “Aggiungi un posto a tavola” non è rimasta sulla carta. Quattro famiglie castellanzesi hanno raccolto l’appello lanciato dal PD ospitando una decina di stranieri, per lo più badanti che da tempo lavorano in zona. Il pranzo, scrive il partito in una nota, "è stato un bel momento di incontro, si è parlato dei problemi di chi lavora e vive da solo in terra straniera lontano dalla famiglia rimasta in patria".
Parlando con queste persone "è emersa l’esigenza di un posto di ritrovo soprattutto per i mesi invernali quando non si può sostare sulle panchine dei parchi per trascorrere in compagnia dei connazionali le poche ore di riposo giornaliero". Si propone che l’amministrazione comunale prenda in in considerazione l’idea di trovare uno spazio che possa servire oltre che agli incontri anche a svolgere attività ricreative e
culturali come ad esempio una scuola di italiano per aiutare gli immigrati ad inserirsi meglio.
C’è poi la prte di polemica, naturalmente con la Lega. "Al di là delle adesioni la proposta ha dimostrato come la Lega strumentalizzi la paura del diverso per i propri scopi. La Lega ha costruito la sua fortuna politica enfatizzando le paure, alimentando i sospetti e i veleni, la realtà dimostra che se si creano occasioni di incontro le persone rispondono positivamente. L’ aggressività politica e l’accanimento mediatico portano ad un imbarbarimento dei civili rapporti di convivenza".
Il PD propone infine all’amministrazione castellanzese di istituire una Festa dei popoli, da celebrare annualmente, in cui cittadini di diverse nazionalità e i castellanzesi possano condividere momenti di convivialità e di svago, e si augura che il Comune di Castellanza "assuma un ruolo più deciso nell’attuazione delle iniziative di carattere sociale e non scarichi tale ruolo sulle associazioni di volontariato che dovrebbero supportare e non sostituire l’azione pubblica". Chiedendo a tale proposito di istituire di una commissione permanente per affrontare i problemi delle famiglie e monitorare gli interventi.
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