Ocst contro il taglio alle rendite dei pensionati

Il commento del sindacato alla proposta di ridurre il tasso di conversione al 6,4 per cento in attesa del voto del 7 marzo. Una decisione che riguarda anche i frontalieri

svizzera voto pensioni tasso conversioneI cittadini svizzeri saranno chiamati, il prossimo 7 marzo, a votare in merito alla riduzione del tasso di conversione (la percentuale con cui si calcola la rendita del secondo pilastro, che riguarda la previdenza professionale) al 6,4 per cento sia per gli uomini che per le donne. Una decisione che interesserà il popolo svizzero ma anche molti lavoratori frontalieri. Pubblichiamo il comunicato del sindacato Ocst che si è dichiarato contrario a questa decisione.

Il tasso di conversione entra in gioco al momento del pensionamento: si tratta di determinare quale proporzione del capitale riceveranno gli assicurati sotto forma di rendita. Il tasso di conversione serve a determinare l’ammontare di questa rendita annuale. La legge fissa il tasso minimo. Gli istituti di previdenza sono liberi di applicare tassi di conversione più elevati. 

In Svizzera la prima revisione della legge sulla previdenza professionale, entrata in vigore ad inizio 2005, ha codificato una riduzione graduale del tasso di conversione (vale a dire la  percentuale  con  cui  si  calcola  la rendita del II° pilastro) dall’iniziale 7,2% al 6,8% entro il 2014. 

In considerazione del deteriorato contesto finanziario e del costante prolungamento della vita, il parlamento federale ha ora optato per una decurtazione ancora più radicale che, sovrapponendosi a quella in atto, porterebbe il tasso al 6,4% entro il 2016. Questa ulteriore riduzione, sulla quale il popolo è chiamato a pronunciarsi nella votazione del prossimo 7 marzo, è avversata dal sindacato ticinese OCST, che ne ha in particolare dibattuto in occasione della seduta del Comitato direttivo svoltasi ieri 9 febbraio a Lugano.
 
Un parametro di lungo termine
Il tasso di conversione deve sì mantenersi in sintonia con l’evoluzione della durata della vita e dei rendimenti dei capitali previdenziali, in modo da preservare una situazione finanziariamente equilibrata nelle istituzioni di previdenza.  Questi due fattori (durata della vita oltre i 65 anni di età e rendimenti sui capitali previdenziali), che concorrono a determinare il tasso di conversione, vanno tuttavia valutati sul lungo termine e cioè in riferimento ad un arco temporale di 20/25 anni (periodo durante il quale il pensionato e i  superstiti percepiscono mediamente la rendita).  La riduzione al 6,4% appare perciò visibilmente precipitosa e in contrasto con il carattere di lungo termine del tasso di conversione. Risulta anche eccessivamente condizionata dalle difficoltà più recenti dei mercati finanziari.
 
Un impatto sociale rilevante
La riduzione del tasso di conversione incide in misura pesante sulle rendite dei futuri pensionati. Rispetto alla contrazione già in atto, le rendite subirebbero un ulteriore taglio di circa il 6%. Considerando che numerosi lavoratori giungono al pensionamento con un avere previdenziale modesto poiché assoggettati obbligatoriamente al secondo pilastro solo a partire dal 1985 (si è cioè a metà di un normale percorso contributivo), con il nuovo tasso disporrebbero di rendite ancora inferiori. L’obiettivo sociale assegnato alla previdenza professionale è perciò intaccato. 
 
Una fiducia incrinata
Oltre a sottovalutarne l’impatto sociale, la decisione di ridurre il tasso di conversione corrode anche la credibilità del secondo pilastro. Modificandone troppo sovente i parametri più decisivi si finisce per incrinare la fiducia in esso riposta dagli assicurati. Le loro previsioni di reddito per il periodo del pensionamento subiscono variazioni eccessive, che ne rendono particolarmente incerta la stima. Si corre in questo modo il pericolo di incentivare il ritiro del capitale previdenziale rispetto alla percezione di una rendita, ciò che contrasta con la finalità più corretta della previdenza professionale. 
La soluzione adottata dal parlamento parte inoltre dal presupposto che i fattori, sui quali è costruito il tasso di conversione, evolvano solo in negativo. Non viene adeguatamente affrontata l’eventualità di un’inversione di tendenza nel rendimento dei capitali previdenziali. Siccome la rendita è fissata al momento del pensionamento e rimane generalmente invariata nel tempo, in caso di miglioramento nei rendimenti i pensionati risulterebbero svantaggiati.
 
Carenza di condizioni all’indirizzo degli assicuratori
Un eventuale adeguamento del tasso di conversione avrebbe anche dovuto indurre a porre precise condizioni alle compagnie di assicurazione, dalle quali giungono le pressioni più acute per una sua riduzione. Non solo sussistono zone d’ombra nella gestione dei capitali pensionistici e soprattutto nella ripartizione degli utili. Non solo vigono premi di rischio e spese amministrative particolarmente elevate. Gli interrogativi riguardano anche il terreno stesso del tasso di conversione. Nella previdenza sovra-obbligatoria operano infatti da tempo con tassi notevolmente inferiori al 6,4%. È inammissibile che il parlamento riduca il tasso per la parte obbligatoria senza chiedere garanzie e concessioni per la parte sovra-obbligatoria. 
 
Un convinto NO
Il Comitato direttivo dell’Organizzazione cristiano-sociale ticinese sollecita perciò le lavoratrici, i lavoratori e l’intera popolazione a votare contro la modifica della legge sulla previdenza professionale e la conseguente riduzione del tasso di conversione al 6,4%. È importante che si concluda il passaggio al 6,8% già deciso in occasione della prima revisione della LPP per valutarne accuratamente l’effetto e per vagliare la fondatezza e l’opportunità di eventuali altri adeguamenti, che dovranno in ogni caso considerare la necessità di preservare l’obiettivo sociale e la credibilità del secondo pilastro.
 
 

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Abbonati a VareseNews
Pubblicato il 11 Febbraio 2010
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.