Alfieri: “Battaglia sui valori e sulla responsabilità”
Il candidato alle regionali del Partito Democratico apre la kermesse elettorale al De Filippi davanti a centinaia di persone. Con lui il consigliere uscente Giuseppe Adamoli

Giuseppe Adamoli, il consigliere regionale uscente, ha aperto le riflessioni politiche: «Dobbiamo stare attenti ai nostri giudizi ma è chiaro che il Governo ha messo il potere sopra le regole. Il pasticcio in Lombardia si poteva evitare se la maggioranza non avesse detto di “no” alla riforma elettorale. Questa prevedeva la non necessita della raccolta delle firme per le forze politiche già esistenti ma anche la non rieleggibilità del presidente dopo il secondo mandato. L’altro punto riguarda il listino dove ci sono state manovre inqualificabili. Noi vogliamo una regione che guardi all’Europa. Che viva le autonomie vere con al centro le comunità locali. Oggi è un catafalco burocratico. Un consiglio è quello di non fare il gestore di piccoli interessi. Noi dobbiamo dare della politica un’interpretazione alta. La politica non si lascia in eredità ma faccio un augurio sincero ad Alessandro».
Gad Lerner ha conversato in video con Alfieri sui temi dell’immigrazione. «La politica non parla alla pancia ma guarda negli occhi e ai sentimenti. Chi invece parla alla pancia, pessima espressione, crede al lasciar fare ma dove vuole lui. Noi abbiamo bisogno degli stranieri ma alcuni non vogliono riconoscere loro i diritti».
Una testimonianza è arrivata da Martina Cau, assessore a Ispra: «Oggi moltissime persone fanno fatica economica e i comuni non hanno più risorse. Lo Stato chiede di usare la leva urbanistica per ottenere soldi ma così si intacca il patrimonio del territorio senza guardare al futuro. Ho deciso di impegnarmi con Alessandro perché lui ci mette la faccia e lavora per il futuro».
Una testimonianza è arrivata da Martina Cau, assessore a Ispra: «Oggi moltissime persone fanno fatica economica e i comuni non hanno più risorse. Lo Stato chiede di usare la leva urbanistica per ottenere soldi ma così si intacca il patrimonio del territorio senza guardare al futuro. Ho deciso di impegnarmi con Alessandro perché lui ci mette la faccia e lavora per il futuro».
E alla fine dell’incontro un Alfieri un po’ commosso ha iniziato il suo intervento con una lettera ricevuta
in questi giorni sulla voglia di contare. «C’è una domanda di politica e dobbiamo ascoltarla. Dobbiamo contrastare la politica culturale della Lega e non ammiccare. Con gli immigrati va fatto un patto con diritti e doveri. Alla Politica va chiesta sobrietà e serietà e non spettacolo come tante inaugurazioni fasulle. La politica deve stare al fianco delle persone e dei lavoratori. Dobbiamo dire cose chiare sulla legalità: sia riguardo alla politica sia per quanto sta succedendo nel sud della provincia, dove preoccupano le infiltrazioni mafiose. Di fronte ai 650mila extracomunitari non basta più l’integrazione, ma occorre partecipazione. La demografia va analizzata e guidata. Dobbiamo prevedere una politica attiva per la famiglia a partire dagli asili nido. Occorre trasparenza ma si deve smettere di fare promesse impossibili. Eliminare l’Irap significherebbe smantellare il sistema di welfare lombardo. Al centro di ogni politica ci deve essere la persona. Il Pd deve guardare alle cose non come un sindacato, ma progettando il futuro. Un tema centrale è così la scuola e la formazione. Quello che preoccupa di Berlusconi è il plebiscitarismo che propone che salta tutti i corpi sociali e va direttamente al cittadino, o meglio al consumatore, con le sue televisioni».

«I comuni – ha proseguito Alfieri -, alla faccia del tanto sbandierato federalismo, sono stati messi in
ginocchio, costretti ad erodere territorio. Va invece stimolata una politica industriale che metta al centro l’ambiente».
Alfieri ha poi ultimato con alcune valutazioni più politiche sul partito. «Non si costruisce l’identità a tavolino. Quello che chiediamo agli altri, dobbiamo praticarlo noi per primi. Il Pd deve fare una battaglia sui valori e sulla responsabilità. Dobbiamo essere alternativi e fare come Barack Obama: davanti agli afroamericani ha detto che loro devono impegnarsi per riscattarsi. Il partito non deve rincorrere i modelli culturali del berlusconismo. Voglio sperare per i nostri figli in un futuro migliore».
ginocchio, costretti ad erodere territorio. Va invece stimolata una politica industriale che metta al centro l’ambiente».
Alfieri ha poi ultimato con alcune valutazioni più politiche sul partito. «Non si costruisce l’identità a tavolino. Quello che chiediamo agli altri, dobbiamo praticarlo noi per primi. Il Pd deve fare una battaglia sui valori e sulla responsabilità. Dobbiamo essere alternativi e fare come Barack Obama: davanti agli afroamericani ha detto che loro devono impegnarsi per riscattarsi. Il partito non deve rincorrere i modelli culturali del berlusconismo. Voglio sperare per i nostri figli in un futuro migliore».
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