Il Pd: “Con la Svizzera rapporti da ricucire”
Progetti bloccati e attacchi ai lavoratori italiani. Il Pd varesino interviene sulle tensioni con il Canton Ticino scatenate dopo l'entrata in vigore dello scudo fiscale
Cento milioni di euro: a tanto ammonterebbe, secondo le stime del Partito Democratico il valore dei fondi destinati ai progetti interreg tra Italia e Svizzera. «Progetti che – spiega il deputato varesino, Daniele Marantelli – rischiano di essere compromessi, così come i buoni rapporti con la vicina Svizzera». Le preoccupazioni sollevate dal Pd riguardano i progetti trasfrontalieri "bloccati". È stata questa infatti una delle conseguenze del terremoto tra Italia e Svizzera scatenato dallo scudo fiscale. «Solo alcuni giorni fa – ha sottolineato il deputato varesino Daniele Marantelli – in una nota il Consiglio di Stato ticinese ha espresso ufficialmente il disagio provocato in Svizzera dalle norme sullo scudo. Finché sarà in vigore, ha affermato il governo del Cantone, il processo decisionale su due interreg sarà sospeso. Negli ultimi mesi la tensione è cresciuta e non possiamo sottovalutare i segnali che ci arrivano da oltre confine. La priorità è quindi tornare a collaborare: pensiamo ad esempio a quanto sia importante per la realizzazione di opere comuni come l’Arcisate Stabio ma anche per la cultura e naturalmente per il lavoro: sono quarantamila i frontalieri varesini e comaschi che ogni giorno passano la frontiera».
Il problema della collaborazione transfrontaliera, spiegano i rappresentati del Partito Democratico è stato sottoposto anche in Regione Lombardia durante una seduta del consiglio: «Proprio su questi temi – ha precisato il consigliere regionale Stefano Tosi – abbiamo presentato lo scorso dicembre un’interrogazione; di questi temi si occupava l’assessore Prosperini. La risposta è stata superficiale, Prosperini ha parlato addirittura di gossip giornalistico. Ora dalle istituzioni abbiamo avuto la conferma che le tensioni ci sono e avranno delle conseguenze reali. È opportuno cercare delle soluzioni». Alcuni giorni fa, il 24 e il 25 febbraio, i rappresentanti del Pd hanno incontrato una delegazione di parlamentari svizzeri con i quali hanno affrontato i problemi che il provvedimento del Ministro Tremonti ha causato al settore finanziario ticinese ma anche ai frontalieri. «La Lega dei Ticinesi ha avuto una dura reazione contro l’Italia – ha aggiunto Tosi – . Abbiamo assistito a una campagna negativa contro i nostri connazionali che continua attualmente e che sfocia in attacchi contro i frontalieri e l’intero assetto degli accordi tra Italia e Svizzera. Una situazione che non possiamo accettare». Nel frattempo lo scudo fiscale è arrivato quasi a scadenza, non si sa che piega prenderanno i rapporti internazionali e per i lavoratori non tutte le perplessità si sono chiarite: «Un risultato lo abbiamo ottenuto – ha aggiunto Tosi – riguardava un adempimento, la presentazione del modello Rw, che siamo riusciti a prorogare. Ora si dovrà fare chiarezza su un altro punto importante per i frontalieri: vale a dire che ne sarà del secondo pilastro (i contributi pensionistici, ndr) che non è escluso dalle norme sullo scudo fiscale. Su questo le norme sono ancora troppo confuse».
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