Il presidente dell’Azienda: «Dobbiamo garantire equità e giustizia»
Luca Capodiferro apre uno spiraglio per il caso della signora Angela ma chiede un impegno serio del Comune. Il sindaco Farioli: «Non inseguiamo le emergenze, l'amministrazione ci mette i soldi ma va garantito il diritto ad avare un tetto»
Il presidente di Aler Luca Capodiferro (foto) mostra un foglio con la procedura che Aler prevede per gli inquilini morosi: «Se un inquilino segue passo per passo le regole che abbiamo stabilito uguali per tutti difficilmente si può ritrovare un’ingiunzione di sfratto da parte nostra». Così risponde il responsabile dell’Azienda lombarda edilizia residenziale di Busto Arsizio di fronte al caso della signora Angela che il 4 maggio si ritroverà a casa l’ufficiale giudiziario incaricato di eseguire lo sfratto. La lettera che l’assessorato ai servizi sociali ha inviato ad Aler e nella quale promette un’impegno economico sia della signora che del comune stesso, non sembra convincerlo molto: «Questa lettera è arrivata dopo che il consiglio di amministrazione ha ratificato la decisione di sfrattare la signora – spiega – io devo rendere conto al consiglio di amministrazione che mi esprime, altrimenti finiamo nella solita situazione dei due pesi e delle due misure. Serve da parte del Comune un impegno serio e organizzato».
Non chiude la porta al dialogo ma teme, fortemente, l’effetto domino Capodiferro chiamato a gestire una situazione che si è aggravata da quando Aler ha deciso di mettere ordine alle situazioni di morosità che si trascinano da molti anni: «Proprio per questo abbiamo stabilito una procedura con regole precise alle quali gli inquilini si devono attenere – spiega Capodiferro – per non creare diseguaglianze di trattamento e l’utilizzo di scorciatoie o vie alternative basate sul sensazionalismo». I casi di ingiunzione di sfratto sono pochi rispetto a quelli che stanno seguendo la procedura, meno di una decina sugli oltre 50 morosi che hanno un debito da saldare: «La situazione è preoccupante ma non così grave – replica a chi fa dell’allarmismo sociale – la situazione della signora Angela è sicuramente particolare ma sia lei che il comune devono fare uno sforzo in più».
Il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli ha deciso di prendere in mano personalmente la situazione, raccoglie la sfida e annuncia una serie di misure che proporrà ad Aler domani nell’incontro col presidente Capodiferro: «Non vgliamo inseguire le emergenze ma creare un rapporto più solido con Aler tramite il tavolo aperto con le associazioni – assicura Farioli – . Domattina (venerdì) ci sarà un incontro tra me e Aler che partirà dal caso della signora Angela ma hiediamo all’azienda di privilegiare un approccio allo sfratto che sappia rispondere alle esigenze immediate e che sappia vedere anche al futuro. Farò delle proposte ulteriori a quella fatta dai servizi sociali. Vogliamo avere la garanzia che questi soldi non vadano perduti. Ad esempio proporremo di spostare Angela dall’appartamento da 70 metri quadri, in cui vive praticamente da sola, in una soluzione più contenuta e adatta alle sue esigenze. Nello stesso tempo rimane invariato l’impegno economico da parte nostra». Per il sindaco questo tipo di ragionamento può essere esteso anche ad altri nuclei in difficoltà ma lo stesso presidente Capodiferro ammette la difficoltà: «E’ una soluzione che abbiamo proposto più volte agli inquilini – spiega – ma spesso troviamo forti resistenze». Il sindaco chiede, però, che ognuno si prenda le proprie responsabilità: «Solo in questo modo – ha detto – si potrà rispettare parametri di equità e giustizia per tutti».
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