“Il pescatore di Rodari era uno di noi”

Successo per la giornata dedicata allo scrittore tra ricordi e testimonianze di chi lo ha avuto come maestro quando insegnò nella scuola del paese

Gianni Rodari ha parlato a bambini di tutto il mondo attraverso le sue favole, ma è a Ranco che lo scrittore ha avuto per la prima volta davanti a sé un gruppo di ragazzini in carne e ossa, che lo hanno ascoltato nelle lunghe giornate passate con lui alla scuola del paese. Erano alunni della terza e della quarta elementare, nell’anno scolastico 1940 – 41. Rodari, appena ventenne e non ancora famoso, era per loro il “maestro di Gavirate”.

Sabato 15 maggio Ranco ha voluto ricordarlo con la presentazione del libro “Rodari e il lago”, ultimo evento di un pomeriggio denso di appuntamenti. Alla celebrazione ha presenziato anche la moglie dello scrittore, Maria Teresa Ferretti Rodari, accolta con calore da organizzatori e cittadinanza.

Nel primo pomeriggio di sabato, il sindaco di Ranco Francesco Cerutti e l’assessore alla Cultura di Angera Magda Cogliati hanno inaugurato l’esposizione “Rodari illustrato”, a cura di Francesco Riva e Paul Scharff, con disegni originali inseriti nel libro (visitabile fino al 18 maggio).

L’arrivo di decine di bambini e genitori nella Sala consiliare ha poi annunciato lo spettacolo teatrale “Il mercante di sole”. L’attore Fabrizio Bianchi, di ImPronte Teatro, ha impersonato alcuni personaggi rodariani coinvolgendo i piccoli spettatori in storie tenere e buffe, tratte da libri famosi come “I viaggi di Giovannino Perdigiorno” e “Favole al telefono”.

spettacolo rodari rancoVittorio Vezzetti ha quindi raccontato la nascita del volume “Rodari e il Lago”, edito dall’associazione Altre Latitudini e voluto dalle amministrazioni di Ranco e Angera. Il libro è ricco di testimonianze e ricordi, non solo narrati ma anche rappresentati da foto e illustrazioni. Originato da una appassionata ricerca storica di Vezzetti, il volume ricostruisce il periodo in cui lo scrittore visse nel Varesotto, dove completò i suoi studi e iniziò a lavorare come maestro elementare. Ed è proprio attraverso la testimonianza di alcuni suoi ex allievi, come Franco Brovelli e Carlo Brovelli, che il maestro-scrittore è ricordato nel libro. Come ha sottolineato Vezzetti «La nostra ricostruzione ha due aspetti inediti: innanzitutto, per la prima volta Rodari è descritto dal punto di vista dei suoi ex-alunni; in secondo luogo il suo ruolo di maestro nel comune di Ranco è reso ufficiale, mentre in passato era indicato in modo erroneo». Questa ufficializzazione è stata possibile grazie al ritrovamento delle pagelle dell’epoca, firmate dallo scrittore.

È seguita la proiezione del video “Il maestro e il pescatore”, accompagnato dalle musiche originali di Carmelo Massimo Torre. Il filmato è stato creato da Ino Lucia di Altre Latitudini, che ha evocato Rodari attraverso immagini liriche e la viva voce dei testimoni, gli ex alunni ma soprattutto l’amico pescatore Bruno Brovelli, il Brunín. Erano coetanei, e la loro fu un’amicizia che superava le barriere sociali e culturali. Tanto che, finito l’anno scolastico, il maestro se ne andò e non fece più ritorno, ma il pescatore di Ranco divenne il personaggio di una sua favola.

Le celebrazioni rodariane sul lago si sono concluse domenica 16 maggio ad Angera, con lo spettacolo di Betty Colombo e Gessica Ambrosetti “La parola al sig. Rodari”. La narrazione ha dimostrato che dalle “storie vecchie” se ne possono inventare altre “sempre nuove”, e che dando la parola a Rodari sono assicurati stupore, divertimento e riflessione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2010
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