OFC Arnate, un buon debutto in 2° categoria
La squadra legata all'oratorio di Arnate chiude con un buon piazzamento la prima stagione nella cetegoria. Grande soddisfazione anche da parte della dirigenza
È festa per l’OFC Arnate: la squadra arnatese ha chiuso la prima stagione nel campionato di seconda categoria, con un totale di 40 punti in 28 giornate, un risultato di tutto rispetto. «Il titolo del campionato – scherza il vicepresidente Germano Dall’Igna – potrebbe essere “Arnate che scherzo alla 2°
Categoria.”: all’inizio del campionato un giornalista, di cui non ricordo il nome, scriveva e ci dava già come retrocessi. E’ bello contraddire le previsioni con onore e lealtà». La Dirigenza della società ha ringraziato tutti i giocatori: Capisani Gabriele, Chierichetti Massimo, Colombo Fabio, D’Anna Vincenzo, Faltracco Elia, Faltracco Mattia, Gavazzi Alessandro, Giamundo Daniele, Gussoni Davide, Maghini Fabio, Mancini Ignazio, Mariani Alberto, Mazzarella Marco, Medici Daniele, Melchiorre Gabriele, Monfrini Cristian, Montuoro Antonio, Nichele Stefano, Obetti Andrea Massimo, Pavone Cristian, Peccenati Simone, Pilloni Alessandro, Quaglia Mirko, Quaglia Riccardo, Salamone Maurizio, Scauri Andrea, Somenzi Daniele, Somenzi Luca, Sterlicchio Davide, Trivellato Fabio, Volpi Manuel, Zaga Giuseppe. Ringraziamenti anche agli accompagnatori della squadra Volpi Bortolo e Sandro Checchin, a Maurizio Pozzi, a Sauro Malagò, all’allenatore Rudy De Marinis, al presidente Angelo Contarino. «La Società – commenta Dall’Igna – è sana e i bilanci sono in regola. E’ formata da persone che hanno in comune l’amore per lo sport del calcio, come l’80 % degli Italiani. Lo spirito che anima tutti i Soci e Dirigenti è la gratuità, lo fanno per il bene dei ragazzi, anche i più piccoli del CSI e della Pallavolo. Certo il vincolo che ci lega a livello statutario all’Oratorio di Arnate, a guida Don Valter rappresenta la nostra forza il nostro modo diverso di proporsi sui campi di gioco. Il ruolo di Dirigenti, Allenatori e giocatori ci impone di essere di esempio con un certo stile educativo nei confronti dei ragazzi più piccoli. Lo sport diventa educativo non perchè non si è costretti a vincere, ma xchè attraverso i suoi gesti, le sue regole, la sua disciplina e lealtà insegna a vivere».
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