PdL e PD in cerca delle rispettive “quadre”
Nel partito di maggioranza relativa la difficoltà è mettere insieme il "puzzle" delle componenti nel nuovo direttivo, mentre per i democratici è già tempo di riflettere su alleanze e candidature per le amministrative del 2011
A un anno dal voto amministrativo, i due maggiori partiti di maggioranza e minoranza sono impegnati a cercare ognuno una sua "quadra". In situazioni ovviamente del tutto diverse.
– Qui PdL: un puzzle per il nuovo coordinatore
Il PdL ha vita facile in puri termini di raccolta del consenso degli elettori; anche l’assalto della Lega alle regionali è stato contenuto. Molto meno facile è la vita del coordinatore cittadino che sta cercando di definire il direttivo del partito. Il problema è accontentare diverse componenti (guai a parlare di correnti…) che sgomitano. Cl , Dialogando, Chiave di volta, Libero Confronto, Promotori della Libertà, seguaci di Giovanardi, ex Udc: la varietà non manca. Si aggiungono due recenti transfughi come Rosa e Fontana a rafforzare la compagine in consiglio comunale, ma anche ad alterarne gli equilibri interni. Il loro arrivo non è stato accolto entusiasticamente da tutti, ma fin qui almeno loro non hanno chiesto spazi, a parte quelli per sedersi in aula. Emanuele Antonelli, coordinatore cittadino fresco di nomina, è impegnatissimo: «Sto cercando di accontentare tutte le componenti. Una quadra la si troverà: sto verificando la situazione, sui tempi siamo probabilmente i primi in provincia che si stanno muovendo. Intendo partire velocemente per cercare di dare un’impronta all’azione del PdL». Ci sono stati dei mal di pancia: i Promotori della Libertà e Libero Confronto. I secondi, però, sono in consiglio comunale e si fanno sentire. Non da ieri. «In verità, alla fine si sono sempre mostrati fedeli» constata Antonelli, «un conto è esprimere dei concetti a parole, un altro votare, e al voto ci sono sempre stati. Comunque non siamo l’unica forza politica che conosce una discussione interna…». In futuro ci sarà anche da definire che fare per la candidatura a sindaco per il prossimo quinquennio. Che sia Farioli bis o meno, con ogni probabilità si deciderà ad un livello che non è quello cittadino. Antonelli tiene però ad una distinzione: «Forse, rispetto alla Lega, da noi però c’è più fiducia per il livello locale. Nessuno di noi scomoderebbe Berlusconi per decidere su chi candidare a Busto, per i nostri alleati la situazione è diversa».
– Qui PD: primarie o non primarie? Chi candidare?
Per il Partito Democratico l’appuntamento del voto del 2011 incombe già all’orizzonte. Da qualche tmepo si parla di primarie come possibile strumento di scelta del candidato. In realtà, la questione del metodo è tuttora in sospeso. «Sto seguendo i lavori della commissione statuto del partito» riferisce la portavoce cittadina Erica D’Adda. «Le primarie sono uno strumento importante, ma non obbligatorio». Il discorso su amministrative e situazione politica post-regionali andrà affrontato nelle prossime assemblee degli iscritti; presto sarà tempo anche di vagliare le possibili alleanze. «Siamo la forza maggiore dell’opposizione ma dobbiamo parlare e confrontarci con tutte le forze politiche che vogliono contrastare il centrodestra, non chiudiamo pregiudizialmente nemmeno alla sinistra radicale. Certamente Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Manifattura Cittadina, ma anche gli Indipendenti di centro dell’ex sindaco Rossi, e i "grillini"di Lombardia a 5 Stelle, se lo vorranno». Scegliere un candidato non sarà facile: avrà un compito ingrato. «Non stiamo certo qui ad aspettare il messia di turno: tra le nostre fila c’è chi è in grado di assumersi compiti onerosi, e non avremo imposizioni dall’alto. Importante sarà definire un programma essenziale e chiaro, in pochi punti, che distinguano le nostre proposte da quelle del centrodestra. Quello che non deve accadere» avverte D’Adda «è di ritrovarsi a traccheggiare per mesi e trovarsi una candidatura affrettata con uno o due mesi di campagna davanti. No. A settembre-ottobre avremo il congresso provinciale e quello cittadino: saremo già al limite per una scelta. Il candidato dovrà avere almeno sei mesi per poter lavorare e farsi conoscere dai bustocchi».
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