Il PdL presenta il suo direttivo
Il commissario Antonelli ha trovato la "quadra" sulle nomine, accettate anche a livello provinciale, accontentando le varie componenti del partito
Si è riunito stasera il direttivo cittadino del PdL appena nominato dal commissario Emanuele Antonelli dopo qualche comprensibile cautela. Era necessario muoversi con prudenza e pazienza fra le contrastanti opzioni ed esigenze delle varie componenti, cattoliche, laiche, ex An, eccetera, e Antonelli lo ha fatto. I dieci nomi prescelti dopo aver sentito tutti sono stati infine sottoposti al voglio dei coordinatori provinciali Azzi e Ferrazzi, che, dopo un confronto a quattr’occhi (pardon, sei) hanno dato l’ok. Questi i nominativi che lo affiancheranno nel direttivo, in rigoroso ordine alfabetico: Achille Broggi, Franco Castiglioni, Luigi Chierichetti, Alessandro Chiesa, Sergio Colombo, Domenico Donadio, Claudio Fantinati, Luciano Lista, Angelo Marchini, Giuseppe Zingale. A questi vanno aggiunti il capogruppo in consiglio comunale Sandro Orsi, Checco Lattuada e due rappresentanti dei giovani: per la componente ex -An sarà Matteo Sabba, mentre per la componente ex Forza Italia sarà comunicato successivamente. I giovani avranno diritto di voto nelle sedute.
Il primo problema politico serio che il direttivo si è trovato davanti è stato quello… di aprire la porta della sede di piazza Volontari della Libertà, visto che ci si era dimenticati in massa le chiavi e piovigginava. Superato questo inghippo, Antonelli ha potuto presentare la "squadra".
Circa il meccanismo di funzionamento dell’organismo che dovrà valutare e dirigere le scelte del partito di Berlusconi in quel di Busto Arsizio, Antonelli precisa che «le scelte assunte a maggioranza dovranno poi essere rispettate da tutti» ma conta di non ricorrere a scelte non condivise da tutti, soprattutto quando si tratti di materie da consiglio comunale. «È un fatto che alla fine, nonostante legittime diversità d’opinioni, il PdL ha sempre votato unito» commenta.
Era necessariamente il momento di trovarsi e guardarsi negli occhi, dopo le polemiche interne (che Antonelli farà di tutto per evitare, limitandosi, annuncia, a eventuali "no comment") e soprattutto dopo le "spallate" leghiste. Quella elettorale non è andata molto lontano, quelle in consiglio comunale, da Accam alle rotonde tolte di peso dal futuro del viale della Gloria, hanno evidenziato la necessità di non restare passivi. È il momento di contrattaccare, e con i fatti. Antonelli ci prova, senza nascondersi dietro un dito: «Siamo obiettivi, della giunta in giro non si sente parlare bene» premette. «Bisogna evidenziare il lavoro del PdL, le cose fatte, e bene, che si vedranno nel tempo. Si è agito spesso in emergenza, e in piena crisi economica, su vari fronti» e cita: il bilancio in ordine; il Piano urbano del traffico (con il citato "mal di pancia" sulle rotonde), Accam. E ancora i lustrini del BAFF, il teleriscaldamento, il lavoro quotidiano dei servizi sociali, il problema della vicenda Corte dei Conti affrontato. C’è poi la sfida del Piano di Governo del Territorio, in partenza: lunedì ci si confronterà sulle linee di indirizzo, e Antonelli promette «un bel lavoro, una città più verde».
Quanto alle sue intenzioni, Antonelli sottolinea di voler riunire spesso il direttivo, e ogni venti giorni circa l’assemblea degli iscritti; propone di tenere una volta al mese un incontro pubblico per rendere noto il lavoro svolto dalla giunta. Martedì sera si trattava di assegnare deleghe e stilare un primo calendario di appuntamenti, ma questo è un direttivo che dovrà lavorare, e fare buon viso a cattivo gioco anche di fronte alle divisioni interne, perchè «siamo il primo partito in città, saremo alleati fedeli della Lega, ma sottomessi a nessuno. Al sindaco diciamo di continuare il lavoro con la giunta, e di ascoltarci: noi poi appoggeremo sempre chi ama Busto». E se su Farioli le opinioni non sono unanimi, sostiene Antonelli che proprio non gli si può negare di voler bene alla città.
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