Il ritorno del “Cagnaccio”
Massimiliano Rosolino e le sue bracciate alla Piscina Manara: il campione "australitaliano" si sta preparando per i prossimi appuntamenti mondiali, ma l'obiettivo resta la quinta Olimpiade, a Londra
E rieccolo: Massimiliano Rosolino detto il "Cagnaccio" per la tenacia. Un idolo delle fan, un professionista a tutto tondo che fa vita da atleta – allenarsi per lunghe ore, mangiare seguendo una dieta bilanciata, dormire il giusto – e si concede ai flash per un servizio fotografico, come oggi dopo le due ore in vasca. O, quell’unico giorno la settimana, alla televisione, con Domenica In.
Alla Piscina Manara di Busto Arsizio flash e taccuini tutti per lui, stamane: il suo dalle nostre parti è sempre un ritorno gradito. Mezzo napoletano, mezzo australiano e tutto italiano, il nostro ha un palmarés formidabile: un oro, un argento e due bronzi olimpici, un oro, tre argenti e un bronzo ai mondiali in vasca lunga, un oro, due argenti e sette bronzi in quelli a vasca corta, quarantasette medaglie di cui diciotto d’oro nei campionati europei, tra giovanili e non, in vasca corta e lunga. In complesso, è l’atleta più medagliato in attività, complice il gran numero di podi.
Stamane a seguirlo e dare indicazioni era Giuditta Pandini, allenatrice presso la Nuotatori Milanesi. Massimiliano si allena in prevalenza a Roma, ma quando si trova a Milano è spesso ospite dell’impianto natatorio di Busto Garolfo; oggi, complice un set fotografico, l’incursione alla Manara. «Bellissima vasca» dice, «venire qui è un piacere. Oggi sembrava perfino più calda…» Sarà perchè fuori comincia a fare più freddo, ma mentre il 90% delle persone s’infagotta in maglioni e sospira pensando all’estate perduta e alle nuotate in mare rinviate alla prossima, il campione incrementa il lavoro d’allenamento ripreso ai primi di settembre. «Negli ultimi anni partivo troppo forte e arrivavo alla primavera un po’ stanco. Quest’anno cerco una partenza più soft». Gli appuntamenti sono importanti: ai primi di dicembre c’è il mondiale in vasca corta a Dubai, anche se ormai il tempo non appare sufficiente per preparasi al meglio («non bisogna avere fretta»), poi in estate il mondiale in vasca olimpica (i classici 50 metri) a Shanghai.
Il suo obiettivo a lungo termine però resta quello di prendere parte alla sua quinta Olimpiade: quella di Londra 2012, cui arriverebbe trentaquattrenne. Per il nuoto, sport assai logorante e in cui emergono talenti pressochè adolescenti, è un’età ancora più considerevole che nel calcio o nel ciclismo, per dare l’idea. Eppure, come ricorda l’allenatrice Pandini, lo sport sta cambiando e la longevità atletica dà risultati a volte sorprendenti.
«Lo sport mi ha dato tanto, e spero di ricambiare fino alla fine. Per me la quinta Olimpiade sarebbe una soddisfazione personale, poi capisco che possa sembrare strano a qualcuno, dopo averne già vinta una» dice Max al termine del suo allenamento. «Bisogna sempre dare il massimo, e arrivare agli appuntamenti da atleti, non da personaggi. La ricetta vincente? Una buona squadra, uno sponsor competente, una fidanzata intelligente (la sua è la splendida Natalia Titova)… e allenarsi».
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