PGT: “tutto sbagliato, tutto da rifare” ma non c’è quasi nessuno a sentirlo

Animato confronto al secondo incontro per il forum sugli obiettivi del Piano di Governo del Territorio, dedicato alle zone centrali della città

Secondo appuntamento per il forum di presentazione degli obiettivi del PGT, il piano di governo del territorio che dovrà governare lo sviluppo futuro su un arco di una decina d’anni. Molto scarsa e deludente la presenza di pubblico ai Molini Marzoli, la sala Tramogge era semivuota; una quarantina gli intervenuti, relatori inclusi, quando una settimana prima a San Giuseppe s’erano viste quasi il doppio delle presenze. Se ne deduce che ai cittadini le previsioni per il futuro non interessino granché, oppure che la loro fiducia negli amministratori sia assoluta. Non sono comunque mancate le contestazioni, tra cui quella del già dirigente di lungo corso dell’ufficio tecnico, architetto Ciapparella, autore di un’articolata e vigorosa critica globale del modo in cui l’amministrazione affronta questi passaggi, e dalla campagna Una VAS per Busto Arsizio.

Con il sindaco Farioli e il suo vice Reguzzoni, reduci da una seduta di commissione territorio in cui si è completato l’esame del documento propedeutico del piano (disponibile sul sito del Comune), l’ing Luigi Moriggi ha esposto ai pochi convenuti alcuni punti salienti.
La città ha una centralità fra collegamenti e strutture di interscambio (tre stazioni, due scali intermodali) da governare, pena subirne solo i disagi. Quale Busto dunque da qui al 2020? A livello di obiettivi, una città  fortemente integrata nella "regione urbana lombarda", più verde, multifunzionale, accogliente per le imprese, bella da abitare ed accessibile come mobilità. Forse troppe cose in una volta, per quella che viene indicata anche come "città Malpensa" nel quadro più ampio. Resta lo scenario della mappa con la "spina verde" sulla traccia delle prevista e mai realizzata tangenziale ovest, cassata e trasformata in percorso ecologico; spazi a verde intorno alle Nord a ovest della città, presso l’inceneritore Accam e verso Samarate; zone da valorizzare e rilanciare intorno alle stazioni cittadine, «con una costruzione intelligente» rimarcava il sindaco, all’ospedale – in vista del per ora fantomatico ospedale unico di Busto-Gallarate – e nella zona di MalpensaFiere. Per le zone centrali della città, migliorare la ciclopedonalità, collegare sistemi commerciali di vicinato, servizi, uffici, valorizzare i nuclei storici; recuperare, anche con "diradamenti", zone in parte degradate o abbandonate, a carattere post-industriale ma non solo (San Michele).

Dal pubblico emergevano criticità e preoccupazioni, dal completamento dell’espulsione delle ditte dall’abitato verso la zona industrie – «non si può obbligare nessuno» la risposta – alla soluzione dello sconcio di via Matteotti, alle complesse e molto tecniche, ma ficcanti osservazioni della campagna Una VAS per Busto, riassumibili nella critica alle modalità di partecipazione e trasparenza e nel rilevare la fretta da parte dell’amministrazione, nel voler compiere un rush finale improvviso verso l’adozione del PGT dopo tre anni dall’avvio del procedimento (luglio 2007…), tempo dedicato a piani integrati d’intervento e variante area Nord. Tutto con una compressione eccessiva dei tempi per la valutazione ambientale e la comprensione da parte dei cittadini di quanto si prospetta. 
Pregnanti le critiche venute dall’arch. Ciapparella, il quale, "ovviamente", si è sentito rispondere dal vicesindaco che essendo stato all’ufficio tecnico dal 1969, se nel quadro ereditato della città c’era di che lamentarsi, lui non vi era proprio estraneo. Anche l’ex dirigente insisteva sui tre anni persi dall’avvio del procedimento senza aver nemmeno reso note le proposte a suo tempo presentate dai cittadini. Il problema di una trasparente partecipazione, visto il deserto in sala, appare quasi surreale. Sui tempi, lamentava Ciapparella, «non siamo di fronte a una forzatura? Dov’è il quadro conoscitivo, l’analisi dello stato di fatto? Un PGT fatto senza informare i cittadini di certe situazioni pregresse prospetta un errore di metodo. E la perequazione dov’é? Se ne prevede un uso marginale, rischiamo di perpetuare l’iniqua disparità fra chi ha terreni vincolati e chi no, e la legge del più forte». Critiche anche sull’idea di "città Malpensa": «l’aeroporto è altro rispetto al nostro territorio bustocco, nasce da logiche estranee alla nostra zona, e di colonizzazione. Poi dobbiamo ragionare sulla conurbazione e sui suoi 200mila abitanti, non sugli 80mila di Busto».
Dopo altri interventi spesso sfiancanti  per lunghezza e liti francamente infantili per il rifiuto di mettere a disposizione lo strumento informatico ad alcuni intervenuti, gli «stia zitto» e «si vergogni» sul finale annunciavano la sospirata fine di una serata sostanziosa nei temi, ma non memorabile nei modi.

Tutti gli eventi

di gennaio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 12 Ottobre 2010
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.