Cantiere bloccato in piazza Mazzini, il PdL attacca

Milena Melato contesta: "sono mancati controlli su un edificio a due passi dal Comune". La questione dei finanziamenti che rischiano di saltare

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del PdL cardanese sulle ispezioni di Carabinieri e Asl in un cantiere a Cardano al Campo. I neretti sono nostri

Siamo rimasti allibiti e stupiti come tutti i cittadini di Cardano al Campo nel riscontrare le notizie pubblicate sulla stampa locale nei giorni scorsi, relativamente all’intervento dell’ispettorato del lavoro nel cantiere della Casa Paolo VI di piazza Mazzini. La presenza di violazioni in materia di sicurezza e addirittura di personale che lavorava in nero all’interno del cantiere, sono elementi seri e gravi che macchiano l’immagine della nostra comunità e che non possono essere minimizzati come sta furbescamente cercando di fare l’amministrazione comunale in questi giorni.
E’ inaccettabile che questi fatti accadano nel cantiere di un’opera pubblica di questa importanza, non solo per il significato sociale che rivestirà negli anni futuri per la comunità cardanese ma tanto più dopo che la Regione Lombardia aveva ventilato la possibilità di ritirare i finanziamenti concessi anni fa (quasi 800mila euro) nel caso in cui le scadenze previste per la consegna del cantiere non fossero state rispettate. Per chi non ne fosse a conoscenza, va sottolineato che il cantiere della ex Casa Usuelli si affaccia sulla piazza Mazzini, a poche centinaia di metri di distanza dal Municipio di Cardano al Campo. Non certo un luogo sperduto e difficile da raggiungere per chi fosse preposto ad un controllo più serrato sulle condizioni di lavoro e di sicurezza all’interno del cantiere. Soprattutto dopo la proroga concessa dalla Regione, da quanto appreso sulla stampa, alla scadenza di consegna del cantiere: il rischio concreto di perdere un’ingente somma di finanziamenti pubblici avrebbe dovuto essere un motivo valido per un controllo quotidiano e attento sull’impresa che sta realizzando l’opera. Non parliamo di cose astratte e non chiediamo la luna: è quello che qualsiasi persona di buon senso fa normalmente quando si affida ad un’impresa per costruire o ristrutturare la sua casa. Se è vero che l’occhio del padrone ingrassa il cavallo, l’occhio dell’amministrazione comunale avrebbe dovuto evitare che l’impresa appaltatrice commettesse simili irregolarità.
Si parla di “maledizione” del cantiere, ma in realtà quello che si sta cercando di nascondere sono le responsabilità, morali ancor prima che giuridiche, dell’amministrazione comunale, che aveva il dovere di vigilare con la massima attenzione sullo svolgimento dei lavori.
Ci stupisce ancor di più che per l’ennesima volta tutto questo accada nel silenzio assordante della sinistra che governa Cardano: non ha proprio nulla da dire quella parte politica abituata a fare tanta demagogia gratuita sulla sicurezza del lavoro e sullo sfruttamento della manodopera extracomunitaria (facciamo notare che i lavoratori in nero sono cittadini extracomunitari)? La stessa sinistra che si straccia le vesti e punta il solito dito moralistico quando le irregolarità le compiono gli imprenditori privati, non si vergogna almeno un poco di aver offerto questo triste spettacolo nella civile e democratica Cardano al Campo? La stessa sinistra che a pochi chilometri di distanza, a Gallarate, “crocifigge” l’amministrazione comunale che non è riuscita ad impedire il blitz di un’impresa privata che ha abbattuto la storica Villa Calcaterra, non avrebbe potuto vigilare efficacemente sulle condizioni di lavoro e di sicurezza di un cantiere situato di fronte al palazzo municipale? Sono domande a cui ci piacerebbe ricevere una risposta, così come da anni vorremmo avere informazioni più chiare, tempestive e complete in merito allo stato di avanzamento di un’opera pubblica come la Casa Paolo VI che viene sbandierata ai quattro venti come una grande realizzazione per Cardano al Campo ma che ad oggi rimane un oggetto misterioso, sia per quello che accade all’interno di un cantiere “infinito”, sia per quello che riguarderà la futura gestione della residenza per anziani.
E’ per questo che ci permettiamo di prendere spunto dagli esponenti del PD a livello nazionale, sempre pronti a chiedere ai ministri e al nostro premier di “riferire in Parlamento” per ogni evento che accade sul territorio italiano: chiediamo anche noi al sindaco e agli assessori competenti che “riferiscano in consiglio comunale” al più presto sull’accaduto, sulle possibili conseguenze dell’episodio e sull’intera gestione del cantiere che rischia di rimanere ancora una volta fermo o, peggio ancora, di perdere i finanziamenti pubblici concessi dalla Regione creando un buco di bilancio irresponsabile e uno spreco di risorse ingiustificabile agli occhi dei cittadini chiamati a sforzi e sacrifici in questo momento di crisi economica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 novembre 2010
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