Giovane Italia commemora i caduti di Nassirya
In una piazza divisa tra il gazebo dei giovani del PdL e quello della Lega, intervengono i parlamentari Airaghi e Frassinetti. "I nostri ragazzi combattono una guerra difficilissima"
Piazza Podestà divisa nel pomeriggio di sabato: da un lato i padani della Lega Nord, dall’altra i militanti della Giovane Italia che commemorano i caduti di Nassirya. La celebrazione doveva essere occasione per una visita del ministro della difesa Ignazio La Russa, che ha dovuto rinunciare per
partecipare ad un funerale a Messina: al suo posto è intervenuto l’onorevole Marco Airaghi, consigliere ministeriale per l’industria aerospaziale, e l’onorevole Paola Frassinetti. Dopo un’attesa consumata tra le note dell’inno d’Italia, del rock identitario di destra e di Battisti, Stefano Clerici – presidente provinciale di Giovane Italia – ha aperto il momento di commemorazione dei «nostri fratelli che hanno preso sulle spalle l’onere di riportare la pace in una terra martoriata dalla guerra che nessuno avrebbe voluto. Airaghi ha invece parlato di guerra asimmetrica, non sottolineando la disparità tecnologica tra i contendenti, ma la diversità tra «uomini in divisa» e «un nemico vigliacco che si nasconde e mette le bombe». Dall’onorevole anche un passaggio polemico verso «l’Italia che rovescia i cassonetti e spacca le vetrine» contrapposta all’Italia che si riunisce invece nelle basiliche per piangere i militari morti, «l’Italia più bella, che lavora». Quanto alla Frassinetti, intervenuta come vicepresidente della commissione cultura della Camera, ha chiesto che «il ricordo sia tramandato dalla scuola come esempio positivo» e ha ricordato la sfida dell’Afghanistan, «dove i nostri soldati combattono una guerra difficilissima».
partecipare ad un funerale a Messina: al suo posto è intervenuto l’onorevole Marco Airaghi, consigliere ministeriale per l’industria aerospaziale, e l’onorevole Paola Frassinetti. Dopo un’attesa consumata tra le note dell’inno d’Italia, del rock identitario di destra e di Battisti, Stefano Clerici – presidente provinciale di Giovane Italia – ha aperto il momento di commemorazione dei «nostri fratelli che hanno preso sulle spalle l’onere di riportare la pace in una terra martoriata dalla guerra che nessuno avrebbe voluto. Airaghi ha invece parlato di guerra asimmetrica, non sottolineando la disparità tecnologica tra i contendenti, ma la diversità tra «uomini in divisa» e «un nemico vigliacco che si nasconde e mette le bombe». Dall’onorevole anche un passaggio polemico verso «l’Italia che rovescia i cassonetti e spacca le vetrine» contrapposta all’Italia che si riunisce invece nelle basiliche per piangere i militari morti, «l’Italia più bella, che lavora». Quanto alla Frassinetti, intervenuta come vicepresidente della commissione cultura della Camera, ha chiesto che «il ricordo sia tramandato dalla scuola come esempio positivo» e ha ricordato la sfida dell’Afghanistan, «dove i nostri soldati combattono una guerra difficilissima». TAG ARTICOLO
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