Luca Sogliano non fa programmi: “Pensiamo al Padova, poi si vedrà”

Intervista con il direttore sportivo del Varese. «Per Nadarevic sono fiducioso; felice per i risultati della Primavera». Stuzzicato su un possibile ingaggio bomba replica: «Chiacchiere da bar»

Se Beppe Sannino è lo stratega sul campo, Luca Sean Sogliano è la mente che ha disegnato il Varese che dopo 16 giornate di Serie B vanta 23 punti e un ottimo nono posto in classifica. Tocca a lui fare il punto della situazione, toccando il bel cammino della squadra Primavera e la vicenda Nadarevic, il giocatore bosniaco il cui futuro in biancorosso è legato da una decisione del tribunale. E per non farci mancare nulla, gli chiediamo anche della voce che vorrebbe Julio Cruz nei dintorni di Masnago. Sogliano nega con forza qualsiasi contatto con l’ex centravanti dell’Inter, ma la curiosità ci rimane.

Partiamo dalla fine: come giudica lo 0-0 di Ascoli, ultima partita del suo Varese?
«Al Del Duca è stata una buona gara, giocata contro un avversario in salute che proviene da una serie di risultati positivi. I ragazzi sono scesi in campo con la giusta concentrazione; siamo mancati un po’ a livello di conclusioni a rete ma nel complesso il punto che è arrivato è stato guadagnato con il nostro lavoro».

Il Varese in questo momento è la squadra con la miglior difesa della Serie B, però in attacco è tra le più sterili. Come si spiega questa situazione?
«Mah, non trovo spiegazioni particolari se non che, in ogni squadra, c’è sempre qualcosa da migliorare. Tengo però a dire che in entrambi i casi non è questione di singoli ma di lavoro collettivo: evidentemente in questo momento ci viene meglio la fase difensiva nella quale sono coinvolti anche attaccanti e centrocampisti con i loro movimenti. Lo stesso non accade dall’altra parte del campo ed è lì che proveremo a fare sempre meglio».

Alla pausa natalizia mancano quattro giornate, al termine del girone d’andata cinque. Si è dato qualche obiettivo a livello di punti o di posizione per la fine di questo ciclo di partite?
«No, è una domanda che non mi pongo. Posso solo dire che da oggi pensiamo al Padova e ci alleniamo per fare bene sabato prossimo senza guardare troppo avanti. I veneti sono una squadra costruita per vincere, ben organizzata e che fa leva su una serie di giocatori di categoria superiore. Ce n’è abbastanza per non pensare ad altro».

E se ci guardiamo alle spalle, c’è qualche partita, qualche situazione, qualche momento di questo campionato per cui le è rimasto qualche rimpianto?
«Non voglio guardarmi indietro, solo avanti, una partita per volta. La Serie B è un campionato lungo, ripensare a quello che è successo o guardare troppo avanti non serve.

Capitolo attacco: tra poco ci sarà l’udienza in tribunale per Enis Nadarevic che il Varese vorrebbe tesserare da tempo. Che sensazioni avete a riguardo?
«Attendiamo con fiducia il giorno del 2 dicembre e ci auguriamo che le nostre istanze vengano accolte. Nadarevic non è un extracomunitario che abbiamo acquistato dal suo paese quest’anno, in tal caso non avremmo speranze. È un ragazzo che vive in Italia da tanti anni, da quando la sua famiglia è arrivata lasciando la Bosnia in periodo di guerra; hanno tutti un lavoro, la residenza e sono perfettamente integrati. Esiste una serie di precedenti simili che ci fanno ben sperare; io vorrei vederlo presto in campo». 

In città si sente sempre più spesso una voce di mercato che sarebbe una bomba: diverse persone sostengono di aver visto Julio Cruz aggirarsi a Varese, forse anche assistere alla partita con il Sassuolo. Ci sta preparando il regalo di Natale?
«No… no… Se le avete sentite in giro sono chiacchiere da bar. Io non ne so nulla e non mi risulta che Cruz sia venuto a Masnago. Se lo ha fatto, a me non hanno detto niente».

Per concludere, ci dica qualcosa di questa Primavera affidata a Devis Mangia. I ragazzi continuano a vincere e sono in testa alla classifica: se l’aspettava?
«Sicuramente la posizione in classifica e la serie di vittorie è una sorpresa per tutti oltre che una soddisfazione in più in questa stagione. Noi sapevamo di avere diversi giocatori di valore e fa piacere vedere che si stanno dimostrando tali, anche se la cosa più importante a mio avviso è la certezza di avere dei ragazzi che possono dare una mano alla prima squadra. Lo scopo della Primavera è proprio quello di dare continuità alla società, producendo i giocatori del futuro. Mi fa piacere l’attenzione che hanno i ragazzi di Mangia e mi auguro che mantengano la tranquillità mostrata fino a qui».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 novembre 2010
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