Problemi globali, soluzioni locali: summit all’Itc Tosi

Incontro internazionale alla scuola di viale Stelvio dove studenti e docenti di quattro istituti europei si sono confrontati su temi chiave per il futuro dell'Europa

 Nei giorni 18 e 20 Novembre, presso l’ITC “E. Tosi”, si è tenuta la prima conferenza del progetto “Global Problems, local solutions”, nell’ambito del programma europeo “Comenius”.

Le scuole coinvolte – oltre al “Tosi”, la Sotunki Upper Secondary School di Vantaa in Finlandia, il Kopernikus-Gymnasium di Rheine in Germania, l’Invicta Grammar School di Maidstone in Gran 
Bretagna – possono essere considerate, grazie agli sforzi compiuti negli anni, poli d’eccellenza per la loro dimensione europea, il dialogo interculturale e la cooperazione internazionale. Non a caso, insieme al Collegio “Negruzzi” di Iasi in Romania, che pure ha aderito al progetto, gli istituti sono tutti partner nella rete Word School Forum, che ha tenuto il proprio incontro annuale a Seul, lo scorso ottobre.

I tre giorni hanno impegnato il team di docenti in una serie di attività di riflessione e 
programmazione dei prossimi meeting che vedranno gli allievi dialogare su alcuni temi chiave per il futuro dell’Europa: lo sviluppo sostenibile, il rapporto tradizione-innovazione, la divisione internazionale del lavoro, la protezione delle tradizioni economiche locali, la valorizzazione del patrimonio culturale, con particolare riferimento ai luoghi del lavoro.  

Grazie al progetto, gli alunni e i docenti saranno in grado di analizzare alcuni aspetti fondanti 
dell’economia e della società, attraverso la conoscenza e la riscoperta della propria e dell’altrui identità regionale. «Gli studenti potranno leggere analogie e differenze a partire dal territorio: alcune aree, come la nostra, sono caratterizzate da un’economia ancora agricola, mentre altre sono ad alto sviluppo urbano» sostengono Frauke Nieland e Jessica Stork (Germania). Inoltre, attraverso l’esperienza, gli studenti saranno in grado di mettere a confronto ed apprezzare altre culture e tradizioni, superando gli stereotipi: «E’ un’esperienza fantastica per far crescere nei nostri ragazzi un’attitudine verso le differenze», commenta Diane Bowes-Read (Gran Bretagna). «Non bisogna dimenticare l’importanza delle nuove tecnologie: la discussione on line favorirà lo scambio di idee e di opinioni tra i giovani», afferma Matti Jussila (Finlandia), che ha messo in luce anche l’importanza del rafforzamento delle abilità comunicative in una lingua europea diversa dalla propria.

«È necessario ribadire l’importanza della dimensione europea della Cittadinanza nel curriculum delle scuole coinvolte», conclude Maria Giovanna Colombo, responsabile delle attività internazionali dell’ITC, «Uno degli obiettivi fondamentali che ci poniamo è dare ai giovani la possibilità di interagire e partecipare alla costruzione di un’Europa unita nella sua diversità culturale e da questa arricchita, e, al tempo stesso, proiettata verso il mondo». 


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 novembre 2010
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