Graglia: “Per noi Bruno era un papà”
L'industriale bustocco scomparso venerdì era membro di giunta in Univa: "ci dava tranquillità e sicurezza". Ricordo commosso e forte, in chiesa e fuori
Testimonianze: nulla di più naturale, quando viene a mancare una figura di riferimento in una comunità. Erano tantissimi per l’ultimo saluto a Bruno Tosi, spentosi venerdì.
I ricordi, in chiesa e fuori, sono brevi, ma incisivi. «No intendo ‘commemorare’ Bruno Tosi» dirà Franco Mazzucchelli, colonna della Lilt varesina e dei Lions, ricordando affettuosamente l’imprenditore scomparso. «Tutti voi presenti l’avete conosciuto, sapete che laddove ci fosse da dare un aiuto ai più deboli», lui c’era. «Non mettevi solo la firma, come dicevi modesto. Ora ci hai messo in un bel pasticcio, Bruno; non solo le tue cinque figlie, ma tutti noi. Come faremo senza di te, sempre disponibile a dare una mano per un progetto, una raccolta fondi, un’iniziativa? Aiutaci, da lassù».
Il sindaco Gigi Farioli, da oratore provetto, non poteva sfuggire a qualche punta retorica. «Oggi ci sentiamo più soli. Intervenire qui è un onere e un onore. Il gonfalone accanto all’altare non è stato messo a mo’ di privilegio; Tosi nemmeno avrebbe chiesto stamane il Tempio Civico per l’omaggio che ci è parso doveroso rendergli. Ma era un benemerito della città, e questo il gonfalone sta a significare. Quello stendardo è un simbolo: una sintesi di storia, tradizioni, cultura» di quella che si chiama "bustocchità", «fatta di uomini e donne, persone vere, di carattere, capaci anche di arrabbiarsi, ma soprattutto di costruire, di assumersi responsabilità, quella di una firma, di un indirizzo da dare».
Bruno Tosi, alla sua età non più verde, era ancora membro di giunta in Univa, l’articolazione varesina di Confindustria. Il presidente Michele Graglia, da non bustocco e di generazione ben più giovane, lo ricorda con affetto e stima. «Per noi era un papà. Una di quelle persone che ti danno la tranquillità e la forza di andare avanti. Ci credeva e ci ha spronati a crederci. Gli ero davvero affezionato, si sa quanto ha fatto. Era una sicurezza, dava tranquillità e fiducia a tutti noi. I valori di cui era portatore travalicano i confini comunali e provinciali, la bustocchità è un concetto che può far piacere ai bustocchi, ma io dico: una grande persona, punto».
Anche per l’università Liuc di Castellanza, di cui Tosi è stato tra i fondatori, un preside di facoltà come Giacomo Buonanno trova parole adatte: «È venuto o mancare un uomo che non si limitava a gestire l’esistente, ma sapeva avere uno sguardo strategico, rivolto al domani». Dote che, nell’interesse generale, è bene tenere viva come eredità e portare avanti.
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