L’archivio fotografico del territorio si presenta

Scoperta stamane la targa di intitolazione a Villa Tovaglieri, in collaborazione tra Comune e Archivio Fotografico Italiano (AFI). Due mostre in programma, l'obiettivo lontano è il museo

È stata scoperta stamane alla presenza dell’assessore Ivo Azzimonti, la targa intitolativa dell’Archivio Fotografico del Territorio della città di Busto Arsizio, sito in Villa Tovaglieri (via Volta).
Alla fine del 2009, su proposta dell’Archivio Fotografico Italiano, l’Amministrazione Comunale e in particolare l’Assessorato alla “Tradizione, identità e futuro” ha promosso la costituzione dell’ “Archivio Fotografico del Territorio della Città di Busto Arsizio”.
Una sede operativa ben strutturata, l’acquisto di dispositivi informatici e prodotti specialistici per l’archiviazione, unitamente al sostegno tecnologico di Epson Italia, hanno consentito di organizzare un progetto di valorizzazione e catalogazione del rilevante fondo fotografico esistente, predisponendo nuove ricerche di documentazione e interpretazione degli spazi urbani, ma anche della vita sociale. Un lavoro certosino e di lunga durata, perchè, come racconta Claudio Argentiero dell’AFI, si parte da circa 30mila immagini fotografiche dell’archivio Menotti-Paracchi, dell’omonimo fotografo attivo cent’anni fa, ottenuto grazie all’ing. Aldo Speranza, e al momento ne sono state scannerizzate in altissima qualità già circa un terzo, preservandole per la fruizione telematica come preziosa testimonianza storica della nostra città. Oltretutto il 99% di questo patrimonio è costituito da ritrattistica d’epoca, (all’incirca dal 1890 al 1926), che mostra i costumi, le acconciature e lo spirito di un’epoca ormai lontana, fissati per sempre sulla pellicola, e ora sui dischi fissi.
«Si sta facendo tutto con fondi minimi e risultati notevoli» dice Argentiero, «anche il primo festival fotografico italiano tenutosi qui a Busto lo scorso novembre ha avuto un grosso riscontro».

Nell’ambito del progetto culturale "L’Archivio si apre alla città", collegato alla creazione del sito www.archiviofotobusto.it, sabato 5 marzo alle ore 18.00 a Palazzo Marliani Cicogna sarà inaugurata la prima delle mostre in programma nel 2011, “La città che cambia la città che cresce”.
Un cammino nel territorio, tra le vie cittadine, per far riscoprire a chi va di fretta, gli spazi, le prospettive, le mescolanze e gli equilibri architettonici della città, mediati dallo sguardo e dalla sensibilità di ogni singolo autore, in un racconto in bilico tra suggestione e testimonianza, non tralasciando le immagini scattate alcuni decenni fa.
I partecipanti al Workshop tenuto da Maurizio Galimberti, provenienti da altre città, e per questo non influenzati dalla conoscenza dei luoghi, offrono con i loro lavori vedute insolite, che non mancheranno di conquistare i visitatori per l’originalità e la qualità delle immagini prodotte.
Nella giornata inaugurale, in distribuzione gratuita a tutti i partecipanti, libri fotografici e pubblicazioni storiche sulla città.
La mostra è visitabile fino al 27 marzo dal martedì al sabato dalle 15 alle 19, la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Lunedì chiuso.

Seguirà una seconda mostra dedicata all’archivio Paracchi, con qualche simpatica novità per il pubblico. «Chiederemo ai bustocchi di portare le loro vecchie foto da scannerizzare, per arricchiare l’archivio del territorio. Poi ci sarà la possibilità di farsi scattare foto di famiglia con sfondi originali d’epoca: sarà un modo per confrontare "ieri e oggi" le immagini, moto diverse, dei bustocchi, magari proprio con la foto dei bisnonni. Per l’occasione sarà anche prodotto un libro da collezione e si esporranno le attrezzature originali del fotografo, un affascinante assortimento di strumenti di tempi in cui farsi fare una fotografia era ancora un evento. Farla (bene), però, rimane sempre un’arte, ci insegnano quelli dell’AFI: e l’obiettivo a lungo termine è quello di creare un museo fotografico in città, mentre prosegue un diuturno lavoro di documentazione del volto della città che cambia negli anni, in particolare nelle sue zone più storiche e centrali, soggette a grossi interventi anche ultimamente (vedi piazza Vittorio Emanuele II-via Solferino). Sarebbe un peccato perdere memoria visuale e documentata  dei vari passaggi che potano la città ad essere ciò che è: farne conoscere la storia anche attraverso la fotografia è importante, rimarca l’ingegner Speranza.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Febbraio 2011
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