L’ira di Confartigianato: “Sulla riduzione dei premi Inail, imprese gabbate”
Il decreto è stato pubblicato il 16 febbraio ma pretende l’invio delle domande entro il 28 febbraio 2011. Colombo (direttore Confartigianato): « Sui tavoli dei ministeri quel decreto circolava da aprile 2010»
La “sferzata” c’è, ma non si tratta di quella “economica”. I fatti: Gazzetta Ufficiale n. 38 del 16 febbraio 2011, decreto 3 dicembre 2010. Firmano i ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali (Sacconi) e dell’Economia e delle Finanze (Tremonti). La materia trattata è di quelle delicate, che non fanno dormire le imprese la notte: sicurezza sul lavoro, premi Inail, modalità di applicazione «tenendo conto dell’andamento infortunistico aziendale». Alle micro e piccole imprese “virtuose” dovrebbe essere riconosciuta “una riduzione del tasso medio di tariffa”. Il che significa sì un’occasione di risparmio ma anche, e soprattutto, vedersi riconosciuto un impegno nella sensibilizzazione e nella corretta applicazione delle leggi nel campo della prevenzione e del miglioramento delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. Un successo da raccontare e che si ritrova nelle stime riguardanti il trend in discesa degli infortuni 2010 diffuse alcuni giorni fa da un Inail compiaciuto.
Il Decreto in questione prevede la riduzione del 30% per le imprese fino a 10 dipendenti (la maggior parte delle micro e piccole aziende del nostro territorio) e del 23% per quelle che ne occupano da 11 a 50. E così via, con riduzioni varie, sino ad oltre i 500 collaboratori.
Non può sfuggire un particolare, perché non é di poco conto: la domanda deve essere presentata dall’imprenditore entro il 28 febbraio dell’anno per il quale la riduzione è richiesta. «La notizia si commenta da sola – dichiara Mauro Colombo (foto), direttore generale di Confartigianato Imprese Varese – . Il decreto è stato pubblicato il 16 febbraio, ma sui tavoli dei Ministeri circolava da aprile 2010. Insomma, gli “scivoloni normativi” proseguono: scadenze, proroghe, modelli e tariffe a ridosso del “giorno x” pretendendo che le MPI sbrighino faccende e lacciuoli burocratici in pochi giorni. Ricordiamo, per dovere di cronaca, che si attende ancora il decreto di slittamento del contributo annuale SISTRI previsto per il 31 gennaio. Un po’ troppo, no? Ingenuamente si pensava che l’esperienza del Bando Inail – 60 milioni di euro esauriti in una manciata di secondi dopo l’apertura del Bando – a qualcosa fosse servita, e invece…».
«Accade che questo provvedimento – incalza il direttore di Confartigianato – salutato con entusiasmo dalle imprese nel momento in cui se ne annunciava l’entrata in vigore (per l’appunto, nell’aprile 2010) e visto come un’azione importante in un anno di profonda crisi occupazionale, rischia ora di essere snobbato dalle imprese. Se da un lato si ribadisce la necessità di azioni volte a diffondere capillarmente la sicurezza nei luoghi di lavoro, dall’altro si rischia di generare negli imprenditori un forte dissenso di fronte a strumenti che vanno a colpire la dignità di chi lavora. Insomma, i “Piccoli” sono stanchi: non basta “pubblicare, si devono anche considerare i tempi affinché le informazioni vengano conosciute, condivise e applicate. Poi, si potrà parlare di sanzioni. Ma se non si facilita il processo di applicazione, non si può pretendere che si accettino verifiche e verbali».
Se il Bando Inail si è trasformato in una “gara legata alla pura casualità, condizionando l’ottenimento delle risorse alla velocità con cui si pigia un tasto del computer” (questa la posizione di Rete Imprese Italia), «il decreto arriva con il solito ritardo – conclude il direttore della struttura varesina – ed è normale interrogarsi sul fatto di quanto si voglia veramente procedere alla tanto decantata “sferzata economica”: perché un Decreto cosiffatto genera il sospetto che non si voglia realmente premiare l’impresa, ma metterla solo in difficoltà».
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