Laghi sicuri, controlli raddoppiati in acqua e a terra
Il ministro Maroni presenta un bilancio del progetto sicurezza di Verbano e Ceresio, per rendere più sicure le zone di confine: sono aumentati i pattugliamenti congiunti tra territori
Il Patto dei laghi Maggiore e Lugano, per rendere più sicure le zone di confine, ha raggiunto diversi obiettivi: sono aumentati i pattugliamenti – con più uomini mezzi – nei due territori. E, grazie ai fondi sequestrati alla criminalità (circa 2 miliardi di euro), i comuni che aderiscono al progetto, in futuro, potranno avere un finanziamento per la videosorveglianza. Sono i risultati illustrati questa mattina, a Villa Recalcati, durante la conferenza interprovinciale dei servizi per le aree omogenee del lago Maggiore del lago di Lugano. Erano presenti il ministro dell’interno Roberto Maroni, il presidente della regione Piemonte Roberto Cota, il consigliere di stato del Canton Ticino Luigi Pedrazzini, l’assessore alla sicurezza della regione Lombardia Romano La Russa, il presidente della provincia di Varese Dario Galli, di quella di Como Leonardo Carioni, Marzio Liuni assessore alla sicurezza della provincia di Novara, Massimo Nobili presidente della provincia del Verbano Cusio Ossola, tutti i prefetti, a partire da quello di Varese, la dottoressa Simonetta Vaccari.
«Tiriamo le fila di un lavoro iniziato un anno e mezzo fa – ha detto il ministro dell’interno – e che ha permesso una collaborazione sinergica tra i territori di confine che in questo modo sono stati pattugliati con molta più attenzione. La formula dei patti territoriali sta funzionando e qualche giorno fa a Imperia abbiamo inaugurato il 53esimo progetto di questo tipo». I dati presentati dicono che, nel periodo agosto settembre 2010, rispetto allo stesso periodo del 2009, i servizi congiunti effettuati, nel lago Maggiore, tra le varie forze dell’ordine sono aumentati del 292%. Il numero delle unità impiegate è aumentato del 200%, mentre nell’area di Lugano i natanti controllati sono stati il 10% in più. Nel lago di Lugano non si è verificato alcun incidente (come l’anno prima). Tutti i servizi di sicurezza e prevenzione sul Maggiore sono aumentati, gli uomini utilizzati ad esempio sale da 485 a 1037.
Aumentano anche le azioni di contrasto dei reati, in particolare l’abuso di droga e alcool e immigrazione clandestina (+ 101% nel Maggiore, +267%), ma anche il contrasto delle stragi del sabato sera. Nel Maggiore sono anche schizzati a un +95% i controlli stradali, da 4.155 a 8.108.
Il patto prevede , adesso, l’attivazione congiunta presso le prefettura di Como e Varese, di un tavolo tematico operativo per le sicurezza delle acque interne, anche per i profili di protezione civile e soccorso lacuale. Tra gli impegni presi, il completamento dei progetti, il miglioramento della collaborazioni, maggiore formazione alle polizie locali. Maroni cita l’esempio di Verona. «La videosorveglianza funziona, ma deve essere sempre più integrata. A Verona abbiamo un progetto pilota che unisce in un’unica piattaforma tutte le telecamere cittadine, private e pubbliche, per seguire in tempo reale i malviventi».
Tra gli interventi, va segnalato quello dell’assessore La Russa che ha spiegato che la Regione non ha potuto investire soldi perché il patto di stabilità non glielo consente. Mentre il consigliere di stato del Canton Ticino Luigi Pedrazzini si è detto soddisfatto della collaborazione italosvizzera ma ha chiesto maggiore tempestività nel far circolare le informazioni tra forze di polizia, per risolvere anche il problema delle rapine ai benzinai di confine.
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