La Lega va da sola. Giorgetti e Reguzzoni lanciano Gualandris
Alla presentazione del candidato della Lega intervengono i pezzi grossi del movimento: la sfida al PdL è aperta
«Questi sono i primi metri quadrati di una Gallarate finalmente padana». Stefano Gualandris, candidato sindaco della Lega Nord nella città dei due galli, ostenta sicurezza nel nuovo spazio del "Lega point" in Corso Italia, in pieno centro città. Per la presentazione alla stampa si sono mobilitati non solo i militanti gallaratesi, ma anche i massimi dirigenti provinciali e nazionali del Carroccio, dal segretario nazionale Giancarlo Giorgetti al capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, oltre al segretario provinciale Stefano Candiani.
«Abbiamo levato il tappo alla sezione di Gallarate» ha sintetizzato Giorgetti, per spiegare l’entusiasmo che si coglie nella base leghista. Perché Gallarate non è solo la resa dei conti con il PdL locale («una corsa solitaria attesa 4 anni», dice il segretario cittadino Giorgio Caielli), ma è anche un tassello importante della sfida del carroccio in provincia e, quindi, nazionale. «È la Lega che detta l’agenda al resto della politica» aggiunge il presidente della provincia Dario Galli, sognando il ritorno della «Maginot leghista del lontano 1993», quando il carroccio conquistò Gallarate, Busto, Varese e una miriade di altri Comuni, tra cui Cassano Magnago e Tradate. «La sezione è compatta, abbiamo un buon candidato» aggiunge ancora Marco Reguzzoni, che ha seguito con attenzione le scelte gallaratesi. «Stefano è un ragazzo che conosciamo bene, è un militante da sempre e ha ricoperto incarichi importanti come quello di capogruppo in Provincia». «Un voto alla Lega è un voto consapevole» conclude Candiani.
Nessun commento sul passo indietro rispetto al candidato indicato dalla sezione inizialmente, Ugo Gaspari, che ha rinunciato «per ragioni personali», dice Gualandris, e
che ha assicurato pieno appoggio (era presente). Quanto a Stefano Gualandris – che compiva oggi 33 anni, ha una moglie e tre figli – indica i temi principali in «urbanistica, difesa dei più deboli, cultura, attenzione ai conti pubblici». Spiega che sta «ancora valutando la lista» e che si pensa anche «ad una lista civica d’appoggio», una scelta anomala per un partito fortemente indentitario come la Lega. Se si arriverà al ballottaggio? «Ci penseremo al momento del ballottaggio, ma non ci sono ipotesi di fare accordi». La campagna elettorale in competizione con il PdL si intuisce già dai manifesti, ironici e aggressivi.
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