La stazione rinasce: la storia raccontata in un film
Da un anno, grazie ad un progetto dell'educativa di strada del Comune, è diventato un luogo di sperimentazione giovanile. Da dicembre si lavora sulla "Scatola d'attesa"
Questa è la storia di un esperimento ancora in corso. È quello che si sta costruendo alla stazione di Vergiate, dove si è partiti con un recupero dell’edificio in modo molto particolare, con
un progetto creativo che coinvolge i giovani., realizzato Dalla primavera del 2010 la sala d’aspetto della stazione di Vergiate non ha mai smesso di cambiare, ha cessato di essere un anonimo (e brutto) luogo di passaggio e si è iniziata a trasformare in un luogo di incontro, arte, comunicazione, espressione e festa. Le sue mutazioni l’hanno condotta a cambiare pelle, diventare tutta nera e tutta bianca (grazie all’artista e poeta di strada Ivan!), ospitare sulle pareti scritte e disegni dei ragazzi, e intere opere d’arte. L’idea del progetto è quella di far “muovere” la sala d’aspetto per non fermarsi mai… in un perenne cambio d’abito. A intervalli di qualche mese un nuovo intervento irrompe e stravolge la scena precedente, per lasciare a sua volta il posto all’uragano creativo successivo.
Tutto ciò è visibile guardando il bellissimo docufilm. «A dicembre – spiega Luisa Di Matteo, responsabile Area Socio Educativo Culturale del Comune – avevamo lanciato tra i giovani un concorso: Scatola d’Attesa. Si chiedeva di rappresentare
dentro una scatola la loro idea creativa sulla sala d’attesa della stazione di Vergiate. L’idea valutata migliore da parte dell’equipe di educativa di strada sarebbe stata realizzata. Le risposte sono state tante (9 scatole da 6 gruppi progettuali, con una decina di giovani coinvolti), di entusiasmante contenuto creativo e sorprendente professionalità! Bellissime! In definitiva: impossibile sceglierne una, le realizzeremo tutte. La prima già la potete vedere sul posto (alla stazione!), per le altre… sorpresa!».
Certo l’intervento sulla sala d’aspetto non è l’unico aspetto, altre zone delle stazione sono abbandonate a se stesse (e il riscaldamento non esiste). Però almeno qui, nel luogo dove i pendolari aspettano ogni giorno il treno, si è cercato di dare dignità agli spazi con un intervento che ha anche risvolti sociali interessanti. Tra l’altro alcuni dei pezzi di street art sono firmati da Ivan Tresoldi, artista che ha esposto con una personale allo spazio Oberdan di Milano e che ha realizzato opere anche per la mostra al PAC voluta da Vittorio Sgarbi.
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