La lista “Rioni di Gallarate” guarda alla periferia
Il gruppo raccoglie alcuni ex consiglieri delle circoscrizioni e altre persone attive nel PdL e nei quartieri: il raggruppamento sostiene Massimo Bossi. "C'è ancora tanto da fare"
La corsa elettorale del PdL si sposta nei quartieri: l’ultima lista a sostegno di Massimo Bossi ad essere presentata è quella dei "Rioni di Gallarate". «La maggior parte di noi – spiega il capolista Moreno Carù – viene dall’esperienza nelle circoscrizioni, ci proponiamo agli elettori dopo aver imparato nei rioni la capacità di ascoltare i cittadini, per trasformare i bisogni in opere e servizi». In lista ci sono persone impegnate nei "parlamentini", ma anche ex amministratori di società pubbliche, ad esempio Luigi Parassoni, che viene da 3SG-Camelot. E ancora c’è Maurizio Occhipinti, presidente del Consorzio Bibliotecario Panizzi, oltre a qualche giovanissimo alla prima esperienza. (nella foto, alcuni candidati, insieme a Massimo Bossi e al capolista del PdL Aldo Simeoni)
Il PdL rilancia così l’impegno per i quartieri, ripartendo dalle opere già previste e ancora da realizzare. «I due anni di fermo dell’urbanistica per il Pgt – dice Massimo Bossi – hanno rallentato alcune opere pubbliche importanti, come la piazza e la scuola media di Cedrate, il ponte di via Liberazione a Cajello, la palazzina dei servizi a Sciarè». Opere in parte già previste (come quella di Sciarè), da portare a compimento nei prossimi anni: «Le cose da fare nei prossimi anni sono tante, avremmo bisogno di più di una legislatura per realizzare quel che c’è nel programma».
Il tema dell’attenzione alle periferie è segnato anche dall’abolizione delle circoscrizioni «a causa di una sciagurata legge fatta dal governo di centrosinistra», dice Carù. Per questo il PdL si propone come sostituto, aprendo le sue sedi locali per ascoltare i cittadini. «Con il decentramento abbiamo fatto una scelta di partecipazione, quella partecipazione di cui tutti parlano». Ma per ascoltare le periferie, il PdL vuole anche favorire «il dialogo con le parrocchie, perché diventino punto di ascolto per i rioni».
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