Lega e finiani sfidano “la malagestione del PdL”

A fianco di Luca Ferrazzi e Stefano Candiani c'è anche il segretario nazionale della Lega Giancarlo Giorgetti: "a Gallarate situazione particolare, impossibile l'alleanza con il PdL"

Gallarate laboratorio politico, ma anche Gallarate caso anomalo, dove l’alleanza larga del centrodestra è impossibile. L’hanno ribadito tutti, alla presentazione di Giovanna Bianchi Gallarate Lega e Futuro e Libertà alleatiClerici, candidato sindaco sostenuto dalla Lega e da Futuro e Libertà. L’ha detto chiaro e tondo anche il segretario nazionale del Carroccio Giancarlo Giorgetti, presentatosi in città per la seconda volta in un mese, questa volta senza Marco Reguzzoni al fianco: «Era chiaro a tutti che non c’erano le condizioni per presentarci con il PdL. Fuori da Gallarate la cosa non è comprensibile, ma a Gallarate non c’è un solo cittadino che non ne comprenda le ragioni». La ragione sta nel blocco al potere consolidato nel tempo in città, alla «malagestione del PdL gallaratese», come la definisce senza mezzi termini Luca Ferrazzi, il leader degli ex-An locali che hanno preso le distanze da Berlusconi, ma prima di tutto dal PdL gallaratese. «Qui non ci proponiamo contro il PdL nazionale, ma contro la specificità della malagestione» dice ancora Ferrazzi . È questo che giustifica una alleanza che può apparire anomala, ma – assicura il segretario provinciale della Lega Stefano Candiani (nella foto sotto, con Ferrazzi) – non è «una arlecchinata, come ha detto qualcuno (Nino Caianiello, ndr)», perché cementata dalla voglia di cambiamento. Lo ribadisce persino il Presidente della Provincia Dario Galli, uno che non manca di ripetere che il governo provinciale è «ancorato saldamente all’alleanza di centrodestra», ma poi aggiunge che Gallarate è un laboratorio politico e che «nulla è scolpito nella pietra».

Qui non ci si nasconde neppure che, se si vincesse, lo scenario da affrontare sarebbe difficile. Lo dice Giovanna Bianchi, lo conferma Giorgetti: «Ci aspetta una campagna elettorale dura e poi 5 anni ancor più difficili, l’eredità lasciata non sarà facile da sostenere». La campagna, intanto, riparte dalle tre liste: in quella della Lega non c’è Stefano Gualandris, Libertà per Gallarate si propone come lista per metà politica per metà civica (Carabelli diventa capolista), quella "civica" leghista presenta 18 nomi. Sostegno da tutti a Giovanna Bianchi Clerici: «È la risposta che Gallarate aspetta, un cambio totale rispetto a quanto c’è oggi» dice il coordinatore di Libertà per Gallarate Franco Liccati. Che parla anche di «percorso comune con la Lega Nord» e ricorda i «motivi di contrasto con chi amministra oggi». E l’onorevole Paolo Pastorelli, un democristiano, si compiace di vedere nomi come Bianchi, Clerici, Carabelli e chiama all’appello le storiche famiglie gallaratesi, «che per troppo tempo si sono dedicate ad altro e non si sono interessate alla politica, lasciandola a persone che vengono da troppo lontano». Sembra leghismo allo stato puro o forse solo voglia di riprendere in mano le redini della città.

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Pubblicato il 15 Aprile 2011
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