Milani, IDV: “Varese deve tornare a vivere”
Il Capolista "Italia dei Valori - Lista Di Pietro" Elezioni Comunali di Varese Alessandro Milani interviene sui ritardi del Piano di Governo del Territorio
Dopo 5 anni di amministrazione comunale guidata dal Sindaco Fontana, si può fare un bilancio per verificare se non sia meglio optare per un’alternativa o riconfermare l’ennesima proroga.
Un particolare punto su cui vorrei riflettere e far riflettere è il mancato Piano del Governo del Territorio che avrebbe dovuto sostituire il piano regolatore di Varese che risale agli anni novanta. Questo comporta, inevitabilmente, un ritardo sulle politiche energetiche alternative, che oggi si rivelano di fondamentale importanza, e un mancato incentivo per una riconversione degli stabili esistenti. Evidente miopia progettuale che ha aiutato ad incrementare la crisi edilizia con tutte le conseguenze del caso che sono sotto gli occhi di tutti.
Oggi un barile di petrolio ha varcato abbondantemente il muro dei 100 dollari mentre il prezzo del gas ha ripreso a salire; il futuro dei varesini sarà vincolato ad una crescita dei costi, imponderabile, per poter fruire dell’energia necessaria. Questo porterà ad una migrazione dalla città alla ricerca di ambiti dove ci siano spese più sostenibili e pertanto anche gli investimenti migreranno altrove dove si riveleranno più remunerativi lasciando Varese in secondo piano.
La piccola tangenziale, l’ospedale o l’Università non sono il frutto di questa amministrazione ma sono la realizzazione di progetti che si sono avviati e resi possibili solo per la buona volontà e l’impegno di chi governava a Roma, sottolineando che hanno fatto di più il Governo Prodi e il Ministro Di Pietro di in pochi mesi che non gli altri in un ventennio.
Una cosa che si può affermare senza paura di essere smentiti e che non possiamo più permetterci l’ingessatura in cui ci troviamo, per volontà dei nostri attuali amministratori, che ci sta portando fuori dalla storia e dalla costruzione di un futuro per i nostri giovani. L’ostinata volontà di voler conservare il presente in modo immutabile ritenendo che qualsiasi cambiamento possa solo portare effetti negativi è tipico di una ottusa mentalità borghese che tende alla difesa del suo giardino senza cercare di capire cosa ci possa essere oltre la siepe.
Il futuro di Varese deve essere caratterizzato da una espressa volontà di volerla portare ad una qualità di eccellenza e per poterlo fare occorre progettare infrastrutture che siano in grado di fluidificare le sue reti di collegamento, occorre cessare la corsa al consumo del territorio valorizzando e recuperando l’esistente. I rioni devono assumere un ruolo importante per l’aggregazione e per lo sviluppo della città uscendo dalla logica di compartimenti fini a se stessi come accade oggi. L’Expo è un’opportunità che Varese deve cogliere per potersi proiettare in una realtà internazionale che la deve vedere protagonista insieme ai comuni che la circondano per offrire una qualità di vita attraente e invidiabile; per arrivare a questo è indispensabile la comunicazione, le infrastrutture adeguate e una collaborazione che faccia sistema.
Ci si può arrivare solo uscendo dall’attuale modello “sopravvivenza” imposto dall’attuale amministrazione per entrare nel modello “sviluppo” proposta dall’ alternativa PD;IDV;SEL come il loro Programma sa ben definire.
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