Ivan Basso, colpo di pedale in libreria

È uscita per Rizzoli l'autobiografia "In salita controvento" del campione di Cassano Magnago. «Racconto un Basso meno conosciuto: quello che non si trova sui giornali e su internet»

copertina libro ivan basso rizzoli 2011"In salita controvento": una delle situazioni più difficili per chi va in bicicletta – vale per i corridori come per gli amatori della domenica – è diventato il titolo di uno dei libri più importanti tra quelli scritti sul mondo del ciclismo negli ultimi tempi. Si tratta della biografia di Ivan Basso, il campione varesino due volte (2006 e 2010) vincitore del Giro, che proprio in questi giorni si appresta a partire per la Francia e coronare così il proprio sogno "in giallo". Un libro scritto con un giornalista varesino, Francesco Caielli de La Provincia, che ripercorre la vita e la carriera di Ivan senza ipocrisie: ci sono le pagine belle delle vittorie nello sport e nella vita, quelle brutte che affrontano con onestà la "Operacion Puerto" e la successiva squalifica per tentato doping, quelle commoventi quando il campione di Cassano parla di mamma Nives, morta per un tumore maledetto nel febbraio 2005.
Ognuno dei tredici capitoli del volume – edito da Rizzoli – inizia con un luogo e un giorno ben precisi e significativi da cui si sviluppano le pagine collegate a una parte della vita e della carriera di Basso, che abbiamo intervistato riguardo al suo esordio in libreria.

Ivan, è più difficile prepararsi per una grande corsa a tappe o scrivere un libro sulla propria vita?
«Non voglio dire che sia stato difficile perché l’intero lavoro è stato fatto con desiderio, voglia e cuore. Poter scrivere un’autobiografia, poter raccontare alla gente una parte consistente della propria storia è di per sé motivo di orgoglio, perché significa aver fatto qualcosa di importante. Certo, il volume è nato dopo alcuni mesi di fitto lavoro, passato a selezionare e a mettere sulla carta quegli aspetti di me che il tifoso e l’appassionato non possono trovare semplicemente facendo una ricerca su internet. La nostra idea di base era proprio questa: raccontare alla gente chi sono, come ho preso certe decisioni, come ho affrontato la vita. Non volevo solo ricordare le squadre per cui ho corso, o quello che ho vinto: non mi interessava scrivere un almanacco».

Il libro è uscito a un anno di distanza dall’ultima impresa, il Giro 2010 (foto di G. Cottini), e alla vigilia di un Tour de France che è la prossima grande sfida. Perché questa scelta "temporale"?
«È stata una scelta mirata: la mia decisione di non correre l’ultimo Giro d’Italia conclude di fatto un periodo della carriera. Nel libro spiego i motivi di questa mia assenza dalla corsa rosa e del perché ho intenzione di provare a realizzare un grande sogno, appunto quello del Tour. Il libro, questo libro, finisce così, ma naturalmente l’augurio è quello di scriverne un altro in futuro…»

Le dediche iniziali sono per i suoi tre figli. Scorrendo però le pagine della biografia emergono, e commuovono chi legge, alcuni passaggi in cui lei parla di sua mamma Nives, di Aldo Sassi, di Franco Ballerini.
«Quelle pagine fanno proprio parte di quello che dicevo prima: raccontare i rapporti con certe persone, i modi con cui ho affrontato tratti della mia vita che la gente non ha potuto leggere prima. Non bastano gli articoli di giornale: serve lo spazio di un libro per fare certi discorsi, anche delicati. L’intenzione mia e di chi ha collaborato con me è stata anche quella di fare un omaggio, meritato e dovuto, ad alcune figure speciali come quelle citate. Un tributo che mi sembra una delle cose belle del libro».

A un paio di settimane dall’esordio in libreria, c’è un commento o un complimento che le ha fatto particolare piacere?
«Messaggi di complimenti ne sono arrivati parecchi e naturalmente fanno piacere. Però credo che prima di tutto questo libro doveva piacere a chi lo ha redatto: io credo che la cosa più importante sia l’impegno che ci abbiamo messo, la cura anche maniacale di certi dettagli inseriti per fare capire quello che volevo dire. La soddisfazione che ha dato a noi, è quella che reputo più importante».

Le biografie a carattere sportivo sono ormai molto diffuse. Per scrivere la sua si è ispirato in particolare a qualche predecessore?
«No. Ho cercato di farlo a modo mio, scegliendo anche la foto di copertina (di un altro varesino, Walter Capelli ndr), il titolo e la decisione su alcuni passaggi importanti. Naturalmente però questo non è il mio lavoro, quindi mi sono appoggiato a una serie di persone che hanno contribuito e curato una serie di aspetti legati al libro. Sono le persone che ringrazio al termine del libro e che mi sono state vicine in questa avventura… giù dai pedali».

In salita controvento – Emozioni, cadute e traguardi della mia vita
Ivan Basso con Francesco Caielli, prefazioni di Pier Bergonzi e Pier Augusto Stagi
Rizzoli – Rcs Libri 2011
Pagg. 262 – 17,90 euro.

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Pubblicato il 17 Giugno 2011
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