L’Anpi provinciale: “Il sindaco Roncari lede il diritto alla lacità”
Ancora polemiche sul mancato permesso a svolgere la festa provinciale nell'area feste a causa della concomitante festa della parrocchia che si svolgerà a 200 metri di distanza
Riceviamo e pubblichiamo la nota della presidenza provinciale dell’anpi in merito al diniego del permesso per la festa provinciale che si sarebbe dovuta svolgere a Fagnano Olona da parte del sindaco Marco Roncari e della giunta.
Dalle cronache locali apprendiamo le motivazioni per le quali il Sindaco Marco Roncari ha negato l’utilizzo dell’Area Feste di Fagnano Olona all’Anpi, in occasione della sua ormai tradizionale Festa Provinciale della Resistenza. Tali motivazioni recitano, per citare le cronache, che la Festa dell’Anpi “disturberebbe” quella concomitante della Parrocchia di S. Maria Assunta, distante circa duecento metri dalla prima, in quanto “più rumorosa per canti e balli”.
Orbene, premesso che il Sindaco sembra essere più informato degli stessi organizzatori sull’evento dell’Anpi circa i contenuti della Festa e della sua programmazione, che in verità è ancora in corso di definizione, i motivi addotti ci sembrano di lana caprina, per usare un eufemismo, celando invece malamente un evidente pregiudizio, confermato in ciò dal fatto che la Festa patronale della Cittadina fa riferimento a S. Gaudenzio come Patrono ed alla data del 22 Gennaio come scadenza. Aggiunge inoltre, il Sindaco, che pur non essendo i giorni richiesti (2 – 3 – 4 Settembre) quelli dedicati alla Festa patronale, coinciderebbero comunque con altra Festa religiosa che pertanto ne sarebbe “disturbata”, in perfetto stile confessionale ed antitetico rispetto il ruolo pubblico da lui svolto.
L’atteggiamento quindi della Giunta ci pare perciò lesivo di quel diritto alla laicità cui si ispira e si informa tutto il nostro vivere in comunità, distinguendo il sacro dal profano, ma uniformandosi obbligatoriamente tutti al dettato costituzionale che impone il rispetto delle idee altrui, quando non in contrasto con le leggi dello Stato e della pacifica convivenza, foriere peraltro di ricchezza culturale varia che nulla toglie alle tradizioni ed agli usi e costumi di un popolo.
L’episodio in sé, a ben vedere, è di una tristezza infinita, di quelli che lasciano l’amaro in bocca per l’insipienza di una scelta che è contro l’interesse di una comunità intera, che crediamo poco desiderosa di essere diretta in modo così (a dir poco) integralista…
La Presidenza Anpi Provinciale Varese
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