Autobus vecchi, Stie si difende
Pierluigi Zoncada, A.D. di Stie difende la sua azienda. «Ma non possiamo andare avanti a queste condizioni» spiega riferendosi al comune
Pierluigi Zoncada, amministratore delegato di Stie, ha una visione ben diversa del trasporto pubblico di Busto Arsizio rispetto a quella apocalittica descritta dai suoi autisti. «Abbiamo una struttura manutentiva di prim’ordine -spiega- con tecnici preparati e qualificati e mezzi sottoposti ad una rigorosa revisione annuale». Che il parco macchine sia piuttosto attempato, questo Zoncada lo sa, ma «servono soldi per cambiare i mezzi e grazie ad un prossimo finanziamento della Provincia, riusciremo a comprare due autobus nuovi per Busto». Per i molti guasti e problemi che riscontrano quotidianamente i mezzi avrebbero un altro tipo di causa: i conducenti. «Come vengono usati i mezzi dal personale?» si chiede retoricamente l’amministratore delegato precisando che «a Busto abbiamo un tasso di sinistri altissimo».
Alza poi il tiro dicendo che «spesso gli autisti prendono autobus che dovrebbero stare in deposito perchè si trovano meglio con quelli e a volte non segnalano neanche i guasti o i problemi». Tiene però a precisare che «noi non abbiamo mai licenziato nessuno né addebitato ai conducenti i costi dei danni delle loro imperizie». E per chi pensa che due autobus che prendono fuoco nel giro di un mese siano il sentore di un qualcosa che non va, l’amministratore precisa che quelle sono «casualità contingenti» dovute al caldo estivo. A proposito della questione dei controlli a bordo, Zoncada assicura: «Siamo iin linea con le altre città italiane» anche se gli stessi utenti dei mezzi denunciano la totale assenza di controllori.
Tuttavia, la dirigenza di Stie punta a disinnescare le tensioni con i suoi dipendenti per aprire una fase nuova in cui «ci metteremo tutti in gioco». Grazie ad un accordo sindacale siglato alla fine di giugno si inizierà un percorso di cambiamento volto in primo luogo a combattere i “portoghesi”, ossia i viaggiatori senza biglietto. Tra qualche tempo «ci saranno anche gli autisti a vendere i biglietti a bordo degli autobus al prezzo di 2€» e saranno sempre loro a «controllare che chiunque salga sia in possesso del titolo di viaggio e che lo obliteri». In questo modo si punta ad arginare le perdite che ammontano a 50mila euro al mese e che spingono Stie a non voler proseguire il servizio in città.
L’accordo siglato con il comune, che prevede il passaggio dalle casse di Palazzo Gilardoni a quelle della società di 123mila euro «anche se noi ne chiedevamo 150» – ammette il direttore, purtroppo è solo una situazione tampone al problema. «Dobbiamo capire cosa vuole fare l’amministrazione -accusa perentorio- perchè non è possibile investire nel servizio con proroghe di 3 mesi in 3 mesi» con il rischio che «dei nostri investimenti beneficino altre compagnie». Zoncada, però, avrebbe una ricetta per salvare il servizio in città. Una ricetta a base di «investimenti, seppur limitati per via delle ristrettezze economiche, e una revisione delle linee per velocizzare il servizio» ma per la quale deve esserci la sicurezza di «almeno 20 mesi di concessione del servizio». Solo a queste condizioni «si potrà ragionare su qualcosa di alternativo» perchè non è possibile «lavorare rimettendoci denaro».
Dati questi presupposti, forse è il caso che si inizi a lavorare già da oggi ad una soluzione perchè Zoncada è sicuro che «al 30 di settembre (quando scadrà l’appalto, ndr) saremo nelle stesse condizioni del 30 di giugno». E vengono i brividi ad immaginare una città senza trasporti pubblici e con le scuole aperte.
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