Verso Londra a colpi di remo

Nel giorno della disfatta per Varese e Pro Patria, sorride la provincia che rema e fatica in barca con le medaglie mondiali di Frattini, Fanchi e Luini

(d. f.) «Ricominciamo», come cantava Pappalardo. Il Pagellone torna in una giornata nefasta tanto per il Varese quanto per la Pro Patria, reduci da due scoppole sonore nei rispettivi campionati. A salvare il calcio ci pensa un bomber sudamericano che qui ha fatto fortuna ma la copertina non può essere pallonara. Sul podio più alto le nostre medaglie mondiali del canottaggio, gente tosta che non tradisce mai.

Pagellone numero 59 del 5 settembre 2011

Pierpaolo Frattini 9 – Se il canottaggio italiano non va a picco ai Mondiali di Bled, deve ringraziare la scuola lombarda e in particolare varesina: oro per Frattini e il suo timoniere Niccolò Fanchi (foto D. Seyb-Canottaggio.org), bronzo di gran qualità – in una specialità olimpica – per Elia Luini (voto 8). Ora Pierpaolo dovrà giocarsi una maglia azzurra alle Olimpiadi (Elia e Sara Bertolasi al momento ci sono già…) e lo farà con maggiore benzina in corpo: speriamo però che la guida tecnica della nazionale – mai così magra di medaglie – riesca a cambiare rotta a una china che appare in costante calo.

Miguel Angel Magnoni 7 – Nell’esordio del Verbano in serie D, il gaucho è il vero protagonista della gara di Borgosesia pareggiata dai rossoneri 3-3, sabato sera. Il colpo di mercato della squadra di Roncari debutta con una doppietta degna della sua reputazione, rendendo possibile la rimonta dei suoi culminata con il gol del finale di Conrotto.

Giuseppe De Maria 6,5 – Nome poco noto in campo sportivo, questo ragazzo di Marchirolo è però uno dei nostri "prof" del ciclismo e alla Settimana Lombarda ha sfiorato la prima vittoria in carriera. A batterlo solo Giovanni Visconti con la maglia tricolore, sudatissima al termine della volata con cui ha piegato il giovane varesino a Bergamo Alta. Giuseppe, con i suoi compagni Girardi e Bailetti, è stato un ottimo interprete delle gare estive italiane: speriamo che qualcuno (di quelli che firmano i contratti) se ne accorga presto.

Benito Carbone 5 – Le scommesse sono un rischio per definizione e questa volta il buon Benny, che si era meritato gli applausi nelle prime uscite, si carica sulle spalle il fardello della sconfitta con il Torino. Un ko che nasce fin dall’approccio che non è né spavaldo né guardingo, con una squadra che cambia di nuovo interpreti e che non riesce più ad assomigliare a se stessa. Poi il mister prova un assetto più normale ma, come si dice, "a buoi scappati" e il Varese si prende il primo "zero" in casella.

Italbasket 4,5 – Girano quasi le scatole per il fatto che la partita da ultima spiaggia, quella con la Francia, sia stata giocata bene dall’Italia di Simone Pianigiani. Perché in questo modo è già partita la macchina degli alibi, quella che produce i "grande cuore", i "quasi alla pari dei migliori" e via discorrendo. La verità è che questa squadra continua a essere scarsa, con i tre americani che a turno cileccano, con i comprimari che abbattono il livello continentale del gruppo e con un allenatore che in azzurro non trova i magheggi di Siena. Il sacrificio di Recalcati è stato vano: qualcuno gli chieda almeno scusa.

Alessandro Cortesi 4 – Forse il ruolo di playmaker davanti alla difesa non gli calza a pennello e lo limita in fase difensiva, ma il centrocampista tigrotto contro il Santarcangelo è autore di una prova ben al di sotto della sufficienza e non solo perché fuori dalla sua posizione naturale. Poca concentrazione e poca voglia gli hanno fatto sbagliare molto in fase di impostazione e di palleggio e l’ingenuo cartellino rosso per doppia ammonizione è la perfetta fotografia della sua gara.

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Pubblicato il 05 Settembre 2011
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