Consiglio tributario, maggioranza e opposizione litigano

Votato il regolamento per l'istituto che si occupa di lottare contro l'evasione fiscale. Luca Conte (Pd): "Avremmo voluto che fosse stato il consiglio comunale a nominare i 5 membri"

Consiglio tributario. In consiglio comunale votano il regolamento, ma maggioranza e minoranze litigano. Si tratta di un “nuovo” istituto (previsto da qualche tempo, ma in effetti mai attuato) che dalla penultima legge Finanziaria diventa obbligatorio per tutte le amministrazioni comunali: in sostanza i 5 membri nominati avranno il compito di vigilare e fare segnalazioni informate all’Agenzia delle Entrate, incrociando i dati delle banche dati pubbliche (ai quali hanno accesso incondizionato); i proventi di multe e sanzioni che verranno incassati resteranno nelle casse del Comune. Uno strumento importante per combattere l’evasione fiscale e per introiettare fondi, particolare da non sottovalutare in un periodo di vacche magre come quello attuale.
 
Detto dell’importanza dell’istituto, sulla quale tutti sono concordi, è sulla modalità delle nomine che sono nati i problemi. Il Comune di Varese ha deciso di scegliere i 5 membri del consiglio tributario con nomina sindacale, vale a dire prima con l’apertura di un bando pubblico, poi con la valutazione dei curricula che arriveranno in Comune (per essere nominati occorre avere dei profili adeguati e delle esperienze in ambito tributario di altro livello) e infine con la nomina da parte del sindaco. Su questo punto il consiglio comunale si è spaccato: le minoranze compatte (Sel e Udc si sono astenute) hanno votato contro, mentre la maggioranza ha votato a favore. Luca Conte (Pd): «Avevo proposto che fosse il consiglio comunale a scegliere i membri del consiglio tributario – spiega il consigliere del Pd -, cosa prevista dalla legge che già hanno recepito numerosi Comuni. Varese ha deciso di andare per una strada diversa: la cosa ci preoccupa e non ci sta bene per nulla. Non tanto perché non ci fidiamo dell’attuale sindaco, ma perché il regolamento resterà anche negli anni prossimi, quando non sappiamo chi potrà esserci sulla poltrona di primo cittadino. In secondo luogo c’è l’aspetto della tutela delle minoranze, che in un ambito delicato come questo è doverosa. Infine, c’è un aspetto grottesco: l’Anci Lombardia ha caldamente consigliato di nominare i membri del consiglio tributario attraverso il voto dell’assemblea civica, mentre il presidente della stessa Anci Lombardia, vale a dire il sindaco di Varese Attilio Fontana, decide di andare per la strada opposta».

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Pubblicato il 17 Novembre 2011
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