Reguzzoni commemora Marco Sartori a Montecitorio: “Ci mancherai”
Il capogruppo della Lega alla Camera: "Stiamo vivendo con una tristezza infinita questo momento, che si contrappone al carattere solare, spontaneo e positivo che aveva Marco”.
“È con profonda tristezza che, a nome di tutto il gruppo della Lega Nord, esprimo cordoglio ai famigliari e a tutti gli amici di Marco Sartori. Stiamo vivendo con una tristezza infinita questo momento, che si contrappone al carattere solare, spontaneo e positivo che aveva Marco”.
Così il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Marco Reguzzoni, ha ricordato oggi a Montecitorio l’amico e collega Marco Sartori.
“Era un uomo generoso – ha detto Reguzzoni dopo il minuto di silenzio osservato in Aula per Sartori – capace di ascoltare anche il più umile dei lavoratori. Un uomo coraggioso e capace, nelle sue battaglie, di anteporre gli ideali a qualsiasi altra cosa. Ma anche un uomo di estrema dignità, la stessa incredibile dignità con la quale ha saputo affrontare un male cattivo e ignobile”.
“Chi l’ha conosciuto – ha continuato – sa bene che era una persona spontanea e onesta, anche nei modi di fare e nell’esprimere il proprio pensiero. Un uomo istintivo e sicuramente deciso che, a poco più di trent’anni nel ruolo di presidente della commissione Lavoro, iniziò quel percorso di riforma del sistema pensionistico e previdenziale senza il quale, oggi, la situazione nel nostro Paese sarebbe insostenibile. Da presidente Inail oggi riscuote un consenso unanime, sia da parte delle
organizzazioni dei lavoratori, sia da parte di quelle piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto economico e produttivo del paese”.
“Io e Marco – ha concluso Reguzzoni – siamo della stessa città, Busto Arsizio, siamo cresciuti nello stesso palazzo, abbiamo frequentato gli stessi campi di calcetto di periferia. Nell’’89, quando feci il mio primo ingresso nella sede della Lega di Busto, era lui il responsabile del Gruppo Giovani, e fu lui il mio primo capogruppo nel consiglio comunale. Ricordo che con grande generosità d’animo era lì, con appena otto anni più di me, a spiegarmi proprio come funzionava il consiglio comunale, come bisognava interpretare gli ideali della Lega e di Umberto Bossi. Era un imprenditore, una persona in grado di stare la mattina con le parti sociali e il pomeriggio, o la sera, con il secchio della colla a mettere i manifesti della Lega. Era un ragazzo pieno di ideali e di sogni. Era uno, insomma, che come tanti di noi ci credeva davvero. Ci mancherà”.
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