Un’assistenza sanitaria tutelata per i pazienti ciechi
L'Unione nazionale ciechi e ipovedenti promuove un corso di formazione destinato agli operatori sanitari. realizzato anche un opuscolo
La persona cieca e ammalata è una paziente doppiamente fragile. L’esperienza dell’ospedalizzazione ma anche della riabilitazione o della semplice visita ambulatoriale può scatenare reazioni giustificate dall’isolamento visivo in cui si ritrova il paziente.
L’Unione nazionale ciechi e ipovedenti, d’intesa con la Provincia, promuove un percorso di assistenza tutelata attraverso un opuscolo informativo e, soprattutto, un percorso di formazione per personale medico e sanitario. Titolo del progetto è "Quando il malato non vede: che fare?" ed è stato messo a punto dalla dottoressa Cristina Pasquino, medico diventata cieca: « Grazie alla mia preparazione ho potuto analizzare i punti deboli dell’assistenza in sanità.
Primi a sperimentare il percorso di assistenza qualificata sarà il personale della Fondazione Molina. Presente all’inaugurazione, il presidente Guido Ermolli si è detto disponibile ad aderire a questo protocollo vista l’alta percentuale di ipovedenti tra i pazienti della casa.
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