Seprio Servizi in forte difficoltà economica chiede aiuto al Comune
La Giunta approva una delibera per sospendere il mutuo per un anno, dopo la presentazione di un verbale della società, di cui era presidente Crosta, in cui si esplicita l’assenza di liquidità
La Seprio Servizi si trova in una pessima situazione economica, non riesce a pagare i mutui e i fornitori e chiede aiuto all’amministrazione comunale, in quanto socio unico dell’azienda. Ma non solo: i responsabili della società affermano anche di voler procedere con «la restituzione degli immobili Frera e Truffini con addebito al comune di tutti gli oneri sostenuti dalla società».
La delibera di Giunta
È tutto contenuto in due documenti che sono stati redatti nei giorni scorsi, sia dalla Seprio Servizi che dal Comune, quest’ultimo tramite una delibera di Giunta del 3 maggio, quindi solo di pochi giorni fa.
Una delibera di giunta, approvata all’unanimità da tutti gli assessori e dal sindaco Stefano Candiani, che autorizza sindaco e Seprio a chiedere «la sospensione di nr 4 rate di mutuo per 12 mesi con la Veneto Banca Honding relativamente alla quota capitale» senza aggravi per l’amministrazione comunale. Il tutto si riferisce a un mutuo dalla società di 5 milioni di 400mila euro, contratto negli anni scorsi. Una richiesta che prevede quindi la sospensione del mutuo per circa un anno, con l’obiettivo di far respirare le casse della società, permettendo di incamerare liquidità economica.
Il verbale della Seprio
Tale decisione è stata resa necessaria e urgente da parte del Comune a causa di un altro documento redatto dalla Seprio Servizi riferito all’ultima assemblea della società che si è svolta lo scorso 5 aprile. Verbale redatto dopo un’assemblea in cui era presente il sindaco Stefano Candiani (come rappresentante del comune in quanto socio unico), il presidente uscente Gianfranco Crosta (dimessosi perchè candidato sindaco alle elezioni), il consigliere di amministrazione Livio Bianchi (dimessosi perchè presente come candidato in lista), il vicepresidente Antonio Papale (che ha quindi assunto il ruolo di presidente fino a luglio), il direttore generale Stefano Moroni, il dottor Antonio di Pancrazio, il revisore dei conti Marcello Guidotti.
Nel lungo verbale, al punto sulla situazione finanziaria, si leggono i motivi che portano la Seprio Servizi a chiedere aiuto. Nel documento si legge che il direttore Moroni relazionando sulla situazione economica ha affermato che «la situazione in cui versano i conti correnti ad oggi non consente il benché minimo spazio di azione». Proprio in questo contesto precisa una serie di interventi, tra cui quello già citato sulla Frera e Truffini.
I debiti della Seprio
Sempre scorrendo il documento, nel dettaglio economico vi entra il dottor Antonio di Pancrazio, definito professionista della società, che sottolinea come «la situazione di cassa presente oggi in Sps sia motivo di grande preoccupazione: da un punto di vista economico la società ha più che sufficienti elementi per poter essere definita perfettamente sostenbile ed anche patrimonialmente la stessa presenta sufficienti garanzie per i terzi, purtroppo la situazione finanziaria è tale da richiedere una doverosa attenzione in quanto lo stato di liquidità è di per se causa sufficiente per dover prendere in esame interventi a tutele della gestione e dei creditori terzi».
Detto ciò il direttore Moroni ha informato che «non si è potuto provvedere al pagamento dei mutui chirografi presso Creber in scadenza per la fine di marzo, che non si è potuto provvedere alla liquidazione dei fornitori abituali del settore rifiuti, che non si è potuto provvedere per il secondo mese consecutivo alle liquidazioni a favore di Econord Spa, che non si è potuto provvedere alle liquidazioni delle fatture emesse dal Consorzio fiume Olona a eccezione di della quota pari a 20mila euro, oggetto di transazione stragiudiziale a rientro di posizione debitoria pregressa».
«Lo scenario attuale – prosegue il verbale – se non supportato da un immediato riscontro del comune di Tradate, in quanto debitore della società di ingenti somme dovute per aver usufruito dei servizi della stessa società, con sufficiente versamente di flussi finanziari, non potrà che tradursi in uno stato di insolvenza». A conti fatti, sempre secondo il documento «per far fronte alle posizioni scadute ed a quelle a scadere da qui ai prossimi 30 giorni vi è la necessità di introitare una somma corrispondente a circa 1 milione e 300mila euro». Ed è in questo contesto che si inquadra la delibera della giunta comunale per la sospensione del pagamento delle rate del mutuo per 12 mesi.
Biblioteca Frera e Villa Truffini
A conclusione del verbale viene fatto un ulteriore riferimento agli ex immobili comunali: «Tra gli argomenti che inducono il direttore a ritenere che in assenza di prospettive concrete la società difficilmente potrà risolvere le problematiche di cassa esposto, vi è la necessità di riportare all’attenzione dell’assemblea la remunerazione dei mutui contratti per la compravendita degli immobili Frera e Truffini. Già nel verbale del 7 marzo è stata data comunicazione circa l’assenza di redditività degli immobili a favore di Sps per destinazione d’uso mantenuta a favore dell’Ente. Appare essere nuovamente necessario sottolineare che l’unica ipotesi accoglibile non può che essere l’impegno dell’ente di riappropriarsi degli immobili con il relativo debito ed il pagamento alla società di tutti gli oneri sostenuti sino ad oggi. Diversamente la società dovrà prendere iniziative autonome di sostenibilità».
Ma su questo punto la delibera di giunta del comune non si è esplicitamente espressa.
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