Una lunga indagine nella Gallarate degli anni 2000
Gli anni del boom edilizio, il settore era in piena espansione e i nomi di Motta e Papa compaiono in decine di progetti. Da qui parte l'indagine della Procura della Repubblica di Busto condotta dal sostituto Roberto Pirro
Esattamente 4 anni fa, era il 26 maggio del 2008, la Guardia di Finanza e i Carabinieri entravano nell’ufficio tecnico del Comune di Gallarate per acquisire documentazione utile ad una inchiesta sulle pratiche urbanistiche. In manette, lo stesso giorno, erano finiti il dirigente del settore programmazione territoriale Luigi Bossi e la sua compagna Federica Motta, entrambi architetti. Il loro arresto suscita molto scalpore a Gallarate e non solo in quanto, soprattutto Bossi, molto conosciuti in città. Gallarate negli anni 2000 aveva vissuto un vero e proprio boom edilizio e il settore edile aveva visto una crescita non trascurabile. I due rimangono in carcere per un lungo periodo e, dopo che due tribunali respingono le richieste di scarcerazione, vengono concessi i domiciliari solo il 4 agosto dello stesso anno, dopo quasi due mesi e mezzo di carcerazione.
Il 9 ottobre dello stesso anno viene arrestato anche Riccardo Papa, ex-presidente dell’Ordine degli architetti, consulente del comune di Gallarate e noto professionista. Secondo il sostituto procuratore Roberto Pirro anche Papa sarebbe parte di quel sistema che gli inquirenti sono convinti di aver scoperto negli ambienti immobiliari della città dei due galli: l’ipotesi che si è fatta strada è quella che per ruscire a costruire un edificio a Gallarate i costruttori dovevano, in qualche modo, passare attraverso Riccardo Papa o/e Federica Motta se non volevano incorrere in lungaggini che avrebbero certamente ritardato la realizzazione dell’opera.
Al vaglio della magistratura passano decine di pratiche elaborate dagli uffici del settore urbanistica in quegli anni, quasi tutte riportano in calce la firma di uno dei due professionisti, uno molto amico di Bossi e l’altra addirittura la compagna. Durante le indagini, che hanno fatto largo uso dello strumento delle intercettazioni, emerge anche un giro di droga (cocaina) che permette di arrestare uno dei pusher che rifornivano Bossi e Motta della sostanza stupefacente.
L’indagne si chiude alla fine di novembre 2008 e il pubblico ministero formula la richiesta di rinvio a giudizio per tutti e tre i protagonisti. Il processo inizia nel febbraio del 2009 e il primo grado si è concluso oggi con le condanne per corruzione.
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