Il nuovo dg Pontoni incontra i primari
Nel primo incontro con i responsabili sanitari, il direttore ha parlato di progettazione e confronto per definire un piano aziendale che risponda alle richieste in un contesto di economia
“Avere una visione comune”, questo il tema dell’incontro di presentazione del nuovo Direttore
generale, Humberto Pontoni, incontro tenutosi ieri nell’Aula Magna di Villa Sironi a Gallarate con i responsabili sanitari (direttori delle unità operative, responsabili di struttura semplici e coordinatori del personale infermieristico) dell’Azienda ospedaliera Sant’Antonio Abate.
“Avere una visione comune”: un titolo eloquente, una premessa affinché nella pratica vi sia corrispondenza di obiettivi comuni e condivisi. Punti di vista su cui impegnarsi e confrontarsi. Pontoni li ha illustrati, davanti a una sala affollata e pronta a recepire il quadro strategico che supporterà la sua gestione. Vale a dire valori, vincoli, condizioni. Appropriatezza, efficienza, sicurezza e accettabilità, dimensioni queste imprescindibili per migliorare l’offerta curativa che deve essere fortemente integrata con la rete territoriale e dimensionata al fabbisogno del bacino di riferimento.
In un contesto in cui la domanda è in crescita occorre riuscire a mantenere un sistema universalistico con le risorse a disposizione in una prospettiva di spirito di gruppo, di responsabilizzazione collettiva.
Positivo il bilancio dell’approccio avuto con il personale dei tre Ospedali. Il Direttore generale lo ha trovato motivato e coinvolto.
La prima analisi del contesto sulle condizioni delle strutture mostra una difformità tra edifici, alcuni richiedono un radicale intervento. Per il parco tecnologico si procederà al completamento dell’aggiornamento. Il consumo dei beni e servizi è tendenzialmente in aumento. I nuovi vincoli normativi impongono delle riduzioni e occorrerà avere maggiore attenzione sui comportamenti che riguardano anche la gestione dei dettagli.
Tra le scadenze, quella del 15 novembre relativa all’adozione del nuovo Piano organizzativo
aziendale (Poa) rappresenta nell’immediato l’impegno pregnante su cui far convergere un confronto capace di costruire prospettive importanti. Per la stesura del Poa , “tavole della legge”, il Direttore generale ha chiesto non solo il contributo di tutti per il posizionamento corretto organizzativo, ma anche la collaborazione trasversale per costruire servizi su misura per i pazienti, nella ricerca dell’eccellenza nella gestione della cura. In altre parole, puntare sulla progettazione di percorsi che concretizzino una presa in carico delle necessità della persona tenendo conto di tutti gli aspetti del suo problema.
Le iniziative in corso saranno portate a termine, consegna dei cantieri già aggiudicati. Il piano degli altri investimenti sarà condiviso dal punto di vista delle necessità e ci si confronterà con la Regione per avere conferma che quanto si andrà a proporre sia praticabile.
Pontoni a chiusura della sua presentazione assicura: «Il mio impegno nei prossimi mesi sarà quello della formulazione di un Poa, non costruito in una torre d’avorio, ma ascoltando anche le aspettative e le problematiche specifiche per potersi specchiare in un Piano che sia adeguato alla nostra realtà».
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