La Provincia sospende temporaneamente la raccolta dati tra i comuni sulla raccolta rifiuti
Si ferma per il momento la raccolta dati relativi alla gestione dei rifiuti nei comuni in attesa di ulteriori valutazioni e adesioni da parte delle amministrazioni locali
La Provincia di Varese ha annunciato la sospensione temporanea del percorso avviato nei mesi scorsi per la raccolta sistematica di dati e informazioni sulla gestione dei rifiuti nei Comuni del territorio. La decisione, come spiegano il presidente Marco Magrini e i capigruppo Matteo Marchesi e Fabio Passera, nasce dall’esigenza di garantire un lavoro utile, rappresentativo e pienamente condiviso, in attesa che nuove amministrazioni comunali aderiscano all’iniziativa.
Una pausa tecnica in attesa di nuove adesioni
Nel comunicato diffuso alla stampa, si legge che «il percorso avviato nei mesi scorsi per la raccolta sistematica di informazioni e dati relativi alla gestione dei rifiuti nei Comuni del territorio viene temporaneamente sospeso, in attesa di ulteriori valutazioni e adesioni da parte delle amministrazioni locali». Si tratta, spiegano ancora, di «una pausa tecnica volta a garantire che il lavoro rimanga utile, rappresentativo e realmente a servizio dei territori», nella consapevolezza che altri Comuni potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni, come già sta accadendo.
Disparità tra Comuni, tariffe diverse per servizi simili
«Uno dei motivi che ha portato la Provincia a promuovere lo studio riguarda una criticità sempre più evidente e poco giustificabile: oggi i cittadini della provincia di Varese, a seconda del Comune in cui risiedono, possono ricevere servizi molto diversi fra loro e pagare tariffe nettamente differenti per prestazioni sostanzialmente analoghe» – prosegue la nota. Una situazione che, secondo l’ente, non riflette differenze oggettive, ma piuttosto la frammentazione del sistema, con il rischio di penalizzare i cittadini e rendere più difficile garantire equità, qualità e trasparenza.
Oltre 60 Comuni hanno già partecipato
Fino ad ora hanno partecipato allo studio una sessantina di comuni su 136, «un primo nucleo significativo, che testimonia l’interesse per un’analisi tecnica seria e condivisa», ma non ancora sufficiente, da un punto di vista metodologico, «per elaborare un quadro completo, affidabile e rappresentativo dell’intero sistema provinciale». La Provincia è consapevole che alcune amministrazioni stanno completando il questionario e che potrebbero arrivare ulteriori adesioni, motivo per cui si è scelto un «approccio di prudenza» e si è deciso di «sospendere temporaneamente lo studio e raccogliere un maggior numero di adesioni, piuttosto che procedere con dati incompleti».
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Magrini: “Un atto di responsabilità, pronti a ripartire”
«Il lavoro che avevamo impostato richiedeva una base informativa solida e il più possibile ampia» – dichiara il presidente Marco Magrini –. «L’insufficienza delle adesioni attuali ci impone un atto di responsabilità: andare avanti avrebbe rischiato di produrre risultati non pienamente attendibili, poco utili per i Comuni e potenzialmente fuorvianti. Per questo abbiamo ritenuto corretto sospendere temporaneamente lo studio, lasciando però aperta la possibilità di riprenderlo quando il quadro sarà più completo».
“Iniziativa tecnica, mai politica”
Nel comunicato si ribadisce che «l’iniziativa non ha mai avuto alcuna finalità politica. La gestione dei rifiuti è un ambito amministrativo nel quale conta la tecnica amministrativa, non la politica. Servono dati, competenze, conoscenza del territorio e capacità di programmazione». L’approccio, aggiunge il presidente, è stato «neutrale, trasparente e rispettoso dell’autonomia dei Comuni».
La porta resta aperta
«La sospensione non rappresenta né una chiusura né un arretramento», si legge nella nota. Al contrario, la Provincia resta convinta dell’utilità di costruire una base dati condivisa, anche alla luce delle evoluzioni normative e delle indicazioni di ARERA, che richiedono una visione sempre più omogenea e comparabile della gestione rifiuti.
«La Provincia è e rimane la casa dei Comuni» – conclude Magrini –. «Siamo pienamente disponibili a riattivare il percorso non appena emergerà un nuovo e più ampio interesse. Anzi, siamo convinti che molti Comuni, riflettendo sulla situazione e confrontandosi con le sfide regolatorie, vedranno l’utilità di contribuire a un quadro informativo di qualità. La porta è aperta. La Provincia ascolta, supporta e mette a disposizione strumenti e competenze. Quando i Comuni lo riterranno utile e quando le condizioni saranno mature, noi saremo pronti a ripartire con un lavoro condiviso, rigoroso e orientato al miglioramento dei servizi e alla riduzione delle disparità che oggi gravano sui cittadini».
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