Allarme da Bruxelles: il progetto Erasmus non ha più soldi

Il programma di studio all'estero riservato agli studenti universitari potrebbe chiudere. A denunciare le difficoltà il presidente della Commissione bilancio dell'Europa

Addio viaggi per gli studenti? L’allarme è partito dal presidente della Commissione bilancio del Parlamento europeo: « Il Programma Erasmus finirà i soldi dalla prossima settimana». Lamassoure ha parlato di un buco di 10 miliardi di euro: «Le fatture presentate per i progetti già eseguiti resteranno insolute, e questo a causa del “comportamento assurdo” e irresponsabile dei governi».

La fine di un programma attivo da 25 anni e che ha permesso a  oltre 2 milioni di studenti universitari di vivere un’esperienza di studio all’estero getta nel panico molti aspiranti viaggiatori. Nel bilancio UE 2013 che la Commissione voterà a Bruxelles  è previsto un taglio di oltre la metà delle richieste. La commissione bilancio ha individuato alcuni emendamenti per evitare i tagli del Consiglio Ue sul programma Erasmus ma solo la prossima settimana, con il voto dell’esercizio finanziario a Strasburgo, si potranno avere notizie certe. Rimane, inoltre, irrisolto il problema per quanto riguarda l’attività relativa al 2012. All’appello mancano le risorse per pagare il 30% delle richieste avanzate per il periodo settembre-dicembre. Nei prossimi giorni la Commissione europea presentera’ una proposta per sanare questa situazione.

Si parla di pagamenti irregolari da parte di Spagna
per 900 milioni di euro, di Italia e Grecia per 600 milioni. di Francia per 400 milioni e di Gran Bretagna per 150 milioni.
 
L’allarme di Bruxelles, però, viene ridimensionato dalla responsabile in Italia del progetto Erasmus Claudia Priore che, in un’intervista rilasciata all’Huffington Post parla di “cose false”: « Guardi – spiega Priore al giornalista –  le dico che a noi risulta il contrario: stiamo aspettando il nuovo regolamento per il 2014-2020, con un aumento di bilancio del 70%. Per carità, se l’Europa chiude i fondi – noi dipendiamo soprattutto da loro – potrebbero esserci delle difficoltà, ma le parole di Lamassoure mi sembrano un inutile allarmismo. Abbiamo già chiuso i contratti con le università e gli istituti sia per il 2011/2012 sia per il 2012/2013: nessuno correrà il rischio di non partire. Al massimo può accadere, ma gli studenti vengono avvertiti per tempo, di passare da 10 mesi a 6 la loro esperienza».
Bruxelles, però, insiste con il clima di austerità: le fatture presentate per i progetti già eseguiti potrebbero restare insolute perché solo per il 2012 c’è un buco di 10 miliardi di euro.

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Pubblicato il 04 Ottobre 2012
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