La Bibbia ci spiega il jazz
Massimo Donà, filosofo e docente universitario, apre la presentazione del libro “Eurojazzland” con una provocazione
Massimo Donà, al quale è stato affidato il compito di aprire la presentazione ufficiale di “Eurojazzland” a Milano, è una sorta di “Orlando furioso” del pensiero. Perché insegna filosofia teoretica all’Università San Raffaele di Milano, e questo è il suo campo. Che lo applichi, poi, anche alla musica non è un mistero ed è corretto: il suono è l’emanazione degli affetti dell’uomo. E così eccolo a tessere un legame sottile tra il jazz e la Bibbia. Perché «lo stereotipo – ha detto – è un idolo da combattere. Dunque, l’impostazione armonico-melodica del jazz sono di impostazione europeo-classica. Addirittura, questa musica non solo ha un’origine europea, ma coincide con la nascita della civiltà occidentale. Ecco, dunque, la Bibbia».
E i comandamenti, tra i quali spicca quel “santificare la festa”. Ancora Donà: «In questo è scritta la quintessenza del jazz, perché secondo la versione ebraica del Sacro Testo, Dio non decise di riposarsi il settimo giorno perché aveva ormai completato la sua meravigliosa Creazione. No, Dio cede agli uomini ciò che ha fatto, affinché essi possano elaborare questa perfezione».
II segreto, seguendo il professore, è il guardare alla perfezione con occhi diversi e con un atteggiamento diverso. Perché «la Creazione è al pari di una partitura perfetta ma che deve essere elaborata per permettere agli uomini di diventare somiglianti a Dio. Ciò che va santificato, dunque, non è il giorno in cui l’opera cessa e inizia una nuova vita, ma il tempo». Il jazz, ovviamente, è figlio del battito e del ritmo. Dunque, «il jazzista cosa fa di fronte al testo?», si chiede Donà. «Il jazzista ha il compito di aprirlo – prosegue il docente – ed è questa l’origine europea, e il senso biblico, dell’improvvisazione. Il testo del musicista è un pre-testo, quindi chi improvvisa non fa altro che ri-animare il testo. Perché per chi fa jazz, il tempo non rappresenta mai una caduta».
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