Picchiato dalla polizia locale? Fu lui ad alzare le mani
Condannato dal giudice il venditore ambulante che fece finire il caso alle “Iene” nel 2011: l’uomo non volle mostrare i documenti e reagì fisicamente facendo finire due uomini all’ospedale
Accusò la polizia locale di averlo minacciato e picchiato, ma è stato condannato a cinque mesi di reclusione. Il caso di Fall Talla era finito anche alle Iene e Saronno era balzato agli onori della cronaca nazionale per questa accusa alla polizia locale. La condanna per lui è invece arrivata dal tribunale di Saronno, che ha sostanzialmente dato ragione agli agenti: Talla, venditore ambulante di origine senegalese, aveva urlato più volte agli uomini della polizia locale “Perché mi avete picchiato?”, sapendo che la telecamere delle Iene lo stavano riprendendo. Ma la vicenda, nella ricostruzione avvenuta, in tribunale, ha assunto altri contorni.
Gli agenti, che erano intervenuti il 21 marzo del 2011 in piazza Saragat a Saronno per un normale controllo, non reagirono e il tutto, oltre a finire in televisione, è andato avanti anche nell’aula di tribunale. Talla si era rifiutato di mostrare i documenti, assumendo un atteggiamento aggressivo. Gli agenti hanno chiamato rinforzi e lui ha reagito mandando a terra alcuni di loro con lievi ferite. Immobilizzato, è stato portato al comando della Polizia Locale. Poi le accuse di essere stato picchiato e il nuovo incontro con gli agenti, filmato anche dalle telecamere delle Iene. Sulla questione, l’amministrazione comunale di Saronno aveva persino avviato una “commissione interna” per capire cosa fosse accaduto.
Chiara la richiesta del Pubblico Ministero, Eugenio Fusco, di sette mesi di carcere: «I fatti parlano da sé, c’è stato il reato di resistenza, ci sono state le lesioni seppur lievi agli agenti così come è palese il rifiuto opposto dallo straniero alla richiesta di esibire i documenti». Secondo la ricostruzione era stato solo Talla ad alzare le mani, facendo finire all’ospedale due agenti. Ecco quindi la sentenza del giudice Piera Bossi: l’uomo dovrà scontare cinque mesi di reclusione. A difendere il senegalese è stato l’avvocato d’ufficio Angelo Galli che ha ottenuto la sospensione della pena.
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