Ims, non ci sono più speranze per “la fabbrica dei sogni”

Annuncio delle mobilità per tutti i dipendenti dal 5 dicembre. La lotta è durata più di un anno e non è servita la solidarietà di artisti come Vasco, Caparezza, Guccini, Mannoia, o l’essere arrivati anche sul palco di Sanremo

È finita, non ci sono più spazi di manovra per l’Ims di Caronno Pertusella e i suoi dipendenti. Dopo un anno di lotte, azioni sindacali, battaglie, presidi permanenti giorno e notte, al freddo a al gelo, ecco arrivare la pessima notizia: il curatore fallimentare aprirà la mobilità per i 104 dipendenti dal 5 dicembre. Scaduta la cassa integrazione e senza proposte valide di acquisizione dell’azienda, non resta molto altro da fare.
Rassegnato anche il comunicato dei sindacati Cobas Cub, che in questi mesi hanno lottato accanto ai lavoratori in tutte le loro iniziative: «Troppi silenzi, soprattutto dalla politica, porteranno alla chiusura un’altra importante manifatturiera del Varesotto – si legge le comunicato -. Questa mattina c’è stato l’incontro (conclusivo?) tra il curatore fallimentare e le organizzazioni sindacali per apertura mobilità (licenziamenti) dal 5 dicembre per tutti i 104 lavoratori e lavoratrici della IMS di Caronno Pertusella».

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L’Ims è la storica ex Emi Records, si occupa di stampare Cd e Dvd di artisti nazionali e internazionali. Le notizie delle difficoltà economiche dell’azienda arrivarono come un fulmine a ciel sereno nell’estate del 2011, tanto che venne chiusa la mensa e tagliata l’elettricità alla ditta di via Bergamo. Subito iniziò la mobilitazione dei lavoratori, prima per ottenere gli stipendi poi per cercare di riattivare la produzione cercando acquirenti. Nel dicembre 2011 la dichiarazione di fallimento e la cassa integrazione per i lavoratori.
Nel frattempo sono proseguite le azioni di protesta come il presidio permanente fuori dai cancelli, con azioni di solidarietà da tutto il territorio. Molti gli artisti che hanno espresso chiaramente la loro solidarietà all’Ims: Vasco Rossi che li ha accolti nella sua casa chiedendo di non far chiudere “la fabbrica dei sogni”, ma anche Francesco Guccini, Caparezza, Fiorella Mannoia e molti altri. Anche Gianni Morandi che ha portato la causa dei lavoratori sul palco di Sanremo nel febbraio 2011, di fronte a milioni si spettatori.

Ora l’amara conclusione di tutta la vicenda, dopo che non si sono mai concretizzate le ipotesi di acquisizione da parte di altre realtà. Nella serata di mercoledì alle 17.30 ci sarà un’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici: «Non senza rammarico si prenderà atto che l’unica prospettiva, ad oggi, sono i licenziamenti» conclude il comunicato dei sindacati.
Dopo la riunione potrebbe emergere qualche posizione in più, ma le speranze, salvo improvvisi colpi di scena, sembrano ormai terminate.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Novembre 2012
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