Uccelli migratori: studiati oltre duemila esemplari

Nel corso dei 60 giorni di studio (dalla fine di Agosto a quella di Ottobre) sono stati quasi 2.000 gli uccelli catturati con le reti e poi marcati a scopo scientifico dalla LIPU in Palude Brabbia che diventa punto di riferimento per europeo

Chi doveva partire ormai lo ha fatto e sono molti quelli arrivati a destinazione nelle calde savane africane, dove trascorreranno l’inverno all’ombra delle acacie. Ma le miti temperature di questa
stagione autunnale, che forse solo negli ultimi giorni sembrano rientrate nella media del periodo,
hanno trattenuto molto a lungo gli uccelli migratori sul suolo europeo, quasi un mese più a lungo
rispetto alla norma. 
Una percezione avuta dai tanti appassionati birdwatchers armati di binocolo, che scrutano i prati, i boschi e le aree umide alla ricerca di qualche “rarità” in transito verso paesi più caldi. Un dato emerso anche alla Stazione Ornitologica della Riserva naturale Palude Brabbia, gestita dalla LIPU in convenzione con la Provincia di Varese, dove tra agosto ed ottobre si studiano le migrazioni degli Uccelli con la tecnica dell’inanellamento a scopo scientifico. «Sono molto soddisfatto dei risultati raggiunti dalla Stazione ornitologica, che confermano la centralità della Palude Brabbia a livello nazionale ed europeo – dichiara Luca Marsico, Assessore a Tutela ambientale, Ecologia ed Energia della Provincia Varese – Inoltre il grande interesse riscontrato nei ragazzi mi riempie di gioia, sia come amministratore che come padre, perché è solo facendo conoscere ai ragazzi il lato affascinante della natura che sarà possibile sensibilizzarli anche su temi meno piacevoli come la lotta agli sprechi e all’inquinamento». «Fino alla fine del periodo di studio, a metà ottobre, abbiamo registrato il transito di specie migratrici quali la Cannaiola comune e il Pettazzurro, che di norma transitano per il Nord Italia
non oltre la metà di settembre – dichiara Marco Gustin, Responsabile settore Specie e Ricerca LIPU – Si tratta di uccelli che ogni stagione autunnale viaggiano anche 10.000 km per raggiungere l’Africa centrale e meridionale, provenendo fin dalla Scandinavia e dalla Siberia. Il loro è un volo a tappe forzate, una corsa contro il tempo e contro la stagione fredda che arriva: per questo sono tra i primi a transitare per le nostre terre». L’ottobre appena trascorso è stato tra i più miti degli ultimi anni nell’Italia settentrionale ed anche in provincia di Varese, come emerge dai dati del Centro Geofisico Prealpino. L’inaspettata “appendice” estiva ha quindi fatto sostare gli uccelli, che hanno così trovato abbondanza di insetti fuori stagione consentendo loro di accumulare preziose riserve di energia prima di affrontare la traversata del Mar Mediterraneo e del deserto del Sahara. Nel corso dei 60 giorni di studio (dalla fine di Agosto a quella di Ottobre) sono stati quasi 2.000 gli uccelli catturati con le reti e poi marcati a scopo scientifico dalla LIPU in Palude Brabbia, appartenenti a ben 53 specie differenti. Le specie più comuni sono risultate la Cannaiola comune, con 212 esemplari “catturati”, seguita dal Pettirosso con 200 e dal Luì piccolo con 136. Non sono mancate le rarità, o comunque le specie non facilmente osservabili come il Forapaglie macchiettato, l’Averla maggiore e il Picchio rosso minore. L’attività della Stazione Ornitologica si inserisce nel quadro più vasto, a livello europeo, di studio e monitoraggio delle migrazioni degli uccelli, che consente di seguire le specie appunto migratrici nel corso del loro straordinario viaggio verso sud. «Gli uccelli sono dei bioindicatori, nel senso che rispondono in tempi molto brevi ad alterazioni degli ecosistemi o del clima. Monitorare come nel corso degli anni cambiano i tempi e le rotte delle migrazioni è un modo per scoprire “in diretta” come sta cambiando l’ambiente», prosegue Marco Gustin. La Stazione Ornitologica si rivela inoltre strategica per avvicinare bambini e ragazzi al mondo della natura, consentendo alle scolaresche in visita di assistere da vicino ad un’attività di ricerca scientifica zoologica, con oltre 600 alunni delle scuole provinciali che hanno potuto osservare da vicino il lavoro degli ornitologi. «L’educazione ambientale è una delle mission della LIPU, l’esperienza alla Stazione Ornitologica emoziona i piccoli così come gli adulti, coinvolti nel corso di visite guidate. Scoprire l’esistenza di uccelli fino a prima ignoti anche se abitanti del bosco dietro a casa, osservare i dettagli del piumaggio, apprendere i trucchi che la natura regala loro per orientarsi… Raccontare le migrazioni affascina davvero tutti», afferma Barbara Ravasio, Responsabile LIPU della Riserva naturale Palude Brabbia. L’attività di inanellamento a scopo scientifico in Palude Brabbia è stata finanziata dalla Provincia di Varese, che è anche Ente gestore della Riserva naturale, rientrando nelle attività ed interventi gestionali che nel corso del 2012 sono stati affidati alla LIPU.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Novembre 2012
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